25 ottobre 2017 ore: 14:25
Non profit

Telefono Amico e animazione per i detenuti: si cercano volontari

Il Centro Astalli, il Telefono Amico e l'Asvope di Palermo hanno deciso di mettersi in rete per promuovere attraverso alcuni incontri il valore del volontariato. "Con questi incontri speriamo di avere nuovi volontari che scelgono di fare questo servizio"
Filantropia, volontariato, mani sovrapposte - SITO NUOVO

PALERMO - Essere volontari adeguatamente formati per riuscire a rispondere ai diversi bisogni degli immigrati, dei detenuti ma anche dei cittadini che attraverso una telefonata possono sentirsi aiutati. Con questo intento il Centro Astalli, il Telefono Amico e l'Asvope hanno deciso di mettersi in rete per promuovere attraverso alcuni incontri il valore del volontariato. Il primo degli incontri a cui ha partecipato il professor Augusto Cavadi, si è svolto ieri pomeriggio nella Sala Lojola dell’istituto "Gonzaga" di Palermo dove si è parlato del senso del volontariato. L'obiettivo è, infatti, quello di avviare degli incontri di approfondimento per trovare nuovi volontari che vogliono impegnarsi in attività di ascolto telefonico, di supporto agli immigrati e rifugiati politici e di animazione in carcere.

Gli altri due incontri si terranno sempre all'interno della sala Lojola dell'istituto Gonzaga dalle ore 15.30 alle 17.30 e saranno, rispettivamente, domani 26 ottobre con l'intervento del dottor Giuseppe La Face che parlerà de "Le motivazioni al volontariato" e sabato 28 ottobre: la professoressa Maddalena Di Marco e il dottor Ignazio Samanna parleranno de "L'ascolto nelle varie forme di solitudine ed emarginazione". 

"Ci siamo resi conto che solo lavorando insieme in rete si può ottenere qualcosa di più produttivo - afferma Franco Chinnici presidente dell'Asvope di Palermo -. Gli incontri che proponiamo sono per indurre a riflettere sul senso più alto che può essere oggi scegliere di fare volontariato in una dimensione più ampia dal punto di vita etico e politico che va al di là di scelte che possono essere esclusivamente emotive. Dopo questo tipo di formazione propedeutica seguiranno da parte di ognuno delle nostre associazioni altri incontri più specifici che si svolgeranno nelle nostre sedi legati proprio al tipo di volontariato che ci riguardano più da vicino. In Asvope abbiamo attualmente 50 soci ma concretamente a svolgere attività di servizio di assistenza volontaria ai detenuti nelle due carceri palermitane siamo in 25. La fascia d'età è medio-alta perché la disponibilità maggiore di tempo è in genere di chi è in pensione. Abbiamo da qualche tempo però anche una piccola parte di giovani laureati che si stanno avvicinando per capire e conoscere il mondo carcerario".

In particolare, inoltre l'Asvope sta portando avanti con il sostegno di Fondazione con il Sud il progetto di "volontari per le misure di comunità" che permetterà di avviare una formazione specifica proprio sulle misure alternative di inserimento nella società. "Coinvolgeremo in questo caso diversi esponenti di magistratura, comune ed Uepe - aggiunge Chinnici - per capire come costruire e promuovere le misure di inserimento alternativo nella società. E' chiaro che il volontariato ed i servizi sociali da soli non bastano per cui è necessario mettersi assieme per avviare forme di accompagnamento concreto per gli esce dal carcere".

"In questa prima fase abbiamo deciso di metterci assieme - sottolinea Ina Chianello presidente di telefono Amico di Palermo - per fare capire le motivazioni importanti che possono esserci in chi decide di fare volontariato. Con il nostro servizio telefonico cerchiamo di sostenere e contenere il disagio e le emergenze emozionali. C'è tanta gente che è sola e vive magari momenti di sconforto per cui anche una telefonata può assumere una valenza significativa. Con questi incontri speriamo di avere nuovi volontari che scelgono di fare questo servizio. In un secondo momento riteniamo opportuno formare in maniera più specifica i nostri volontari sul tipo di approccio delicato che devono avere durante la conversazione telefonica. A Palermo ci sono 40 volontari appartenenti ad una fascia di età medio-alta su 700 volontari presenti in tutta Italia. Abbiamo avuto qualche giovane che però poi ha lasciato per motivi diversi. Occorrerebbe comunque trasmettere proprio ai giovani quanto può essere significativo scegliere di fare volontariato. Quello nostro poi è un servizio particolare perché è molto interiorizzato e richiede delle buone capacità di ascolto di chi ha bisogno di parlare. Naturalmente si tratta di uno scambio umano molto arricchente che però richiede uno sforzo di buona volontà di chi decide di fare questo servizio per la collettività". (set) 

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