22 settembre 2015 ore: 16:18
Disabilità

Terapia, didattica e supporto familiare: a Torino centro per i bimbi disabili

Si chiamerà “Paideia”, dal nome della fondazione promotrice, e sorgerà in una villa settecentesca nella zona precollinare. All’interno, le famiglie potranno accedere a un ampio ventaglio di servizi, a costi accessibili a tutte le tasche. L’obiettivo è fornire un’alternativa a percorsi di riabilitazione spesso frammentari, e dunque dispendiosi
Disabilità Centro Paideia 1

Area accoglienza del Centro Paideia

Area accoglienza del Centro Paideia
Disabilità Centro Paideia 1

TORINO - Il dato di partenza è che l’80 per cento delle famiglie di ragazzi disabili integra i servizi di riabilitazione ricevuti dalla sanità pubblica con ulteriori prestazioni acquistate dal privato. Con una spesa che, nel 60 per cento dei casi, si aggira sulle cinquecento euro al mese; ma che nella restante parte può arrivare a sfiorare le mille.  Numeri, questi, da non prendere sottogamba, se si considera che nel 2014 - secondo gli ultimi dati Censis - la spesa sanitaria degli italiani è crollata di sei punti percentuali. E al di là del fattore economico, resta comunque il problema di percorsi terapeutici che sarebbe meglio avessero un carattere coeso; ma che - in assenza di una regia di fondo - divengono invece eccessivamente dispersivi. 

Area neuropsicomotricità
Disabilità Centro Paideia 2

Una risposta a situazioni di questo genere sta cercando di fornirla la fondazione Paideia, che da oltre vent’anni supporta le famiglie in difficoltà sul territorio torinese. E che, appena ieri, ha dato il via ai lavori di ristrutturazione che, nel giro di un anno, porteranno alla nascita di un centro multi-specialistico di riabilitazione infantile, all’interno del quale ogni bambino potrà compiere, a costi contenuti, l’intero percorso terapeutico. La struttura, che si propone di diventare un polo di eccellenza nella riabilitazione infantile, prenderà il nome di “Centro Paideia” e occuperà oltre 3mila metri quadri in due edifici attigui, tra i quali una villa settecentesca con ampio giardino, nella zona precollinare di via Moncalvo. 

Aula di musicoterapia
Disabilità Centro Paideia 3

Secondo Fabrizio Serra, segretario generale Paideia, la vera novità del progetto consisterà “nell’approccio integrato praticato all’interno della struttura. All’offerta riabilitativa - spiega Serra - verranno infatti affiancate una serie di attività di supporto, rivolte ai pazienti e i loro familiari”. Oltre ai servizi di Logopedia, Neuropsicomotricità, Psicologia,  Musicoterapia e Terapia in acqua, i  bambini potranno prender parte ad attività spesso indicate per il recupero della funzionalità psicomotoria, come l’acquagym,  il pilates e lo yoga, la danza e la ginnastica posturale. Dal canto loro, le famiglie potranno invece contare su servizi di assistenza psicologica e sociale, gruppi di auto aiuto e training mirati per la genitorialità con i ragazzi disabili. Nell’ampia area relax, che ospiterà una caffetteria e un centro ricreativo, saranno invece presenti laboratori creativi e artistici, mentre uno spazio sarà riservato all’organizzazione di eventi e serate a tema, e per le feste di compleanno dei giovani pazienti. 

Piscina
Disabilità Centro Paideia 4

“Il nostro - continua Serra - vuole essere un modello di intervento non ospedaliero. Ciò che differenzia il nostro progetto dalla media dei servizi sanitari, senza volerne mettere in discussione la qualità, è l’approccio puramente ‘prestazionale’ con cui questi ultimi operano. Per noi, la prestazione sarà un tassello all’interno di un percorso più ampio, compiuto attraverso una stretta coordinazione di tutte le figure coinvolte, famiglia inclusa”. Il centro, che dovrebbe essere attivo entro il 2017, garantirà circa mille accessi settimanali, fornendo prestazioni terapeutiche per almeno sessanta bambini al giorno. A seguirli sarà un’equipe di 35 specialisti, coadiuvati da 150 volontari della Fondazione. Secondo Serra, le terapie “costeranno circa il 25 per cento in meno rispetto agli standard. Le famiglie in difficoltà verranno invece sostenute da ‘Adotta una terapia’, un fondo alimentato da iniziative benefiche e di autofinanziamento, che ha già garantito servizi per molti nuclei familiari sul territorio torinese”. All’interno del centro, inoltre, verrà istituita una nuova figura, il coordinatore di progetto, “che accoglierà le famiglie - conclude Serra - aiutandole a orientarsi all’interno dei servizi”. Nella tabella di marcia stilata dalla fondazione, il “Paideia”  dovrebbe essere pienamente operativo entro il 2017, raggiungendo la piena sostenibilità economica nei tre anni successivi. (ams) 

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