1 ottobre 2020 ore: 14:22
Immigrazione

Terra di Tutti Film Festival, dal 6 all’11 ottobre al via la quattordicesima edizione

Film dal vivo e in streaming, e poi talk, webinar, performance e una camminata della memoria. A Bologna sta per partire il festival che, da 14 anni, dà voce agli “invisibili” del mondo. Taddia (WeWorld): “La pandemia ha creato nuove difficoltà, relegando ai margini uomini e donne”
TTFF

La locandina dell'edizione 2020

BOLOGNA – È pronta a partire la quattordicesima edizione del Terra di Tutti Film Festival, organizzato da Cospe, associazione nata a Firenze nel 1983 e che oggi lavora in 25 Paesi del mondo e WeWorld, organizzazione con sede a Bologna e Milano che da 50 anni difende i diritti di donne, bambini e comunità locali in 27 Paesi inclusa l’Italia. In calendario decine di eventi online e dal vivo, a Bologna, da martedì 6 a domenica 11 ottobre: oltre 30 film da 22 paesi, 10 eventi off, webinar, riflessioni e dibattiti su diritti umani, lotte ambientali, conflitti e migrazioni. Le pellicole saranno proiettate in 4 sale del capoluogo emiliano-romagnolo – Vag61, Cinema Odeon, Cinema Tivoli e Cinema Lumiere – oltre che in streaming su una piattaforma dedicata. Tra gli ospiti, l’artista Andreco, Igiaba Scego, Elly Schlein, Sandro Veronesi, Francesca Vecchioni, Fabio Bucciarelli, Claudio Majorana, Camilla Miliani, Maura Gancitano e Takoua Ben Mohamed.

“Dare voce alle persone invisibili è molto importante per un’organizzazione che difende i diritti di chi è più vulnerabile in Italia e nel Mondo – spiega Dina Taddia, consigliera delegata WeWorld –. Il Terra di Tutti Film Festival serve a questo: a rendere visibile chi troppo spesso è nascosto, chi dopo questa pandemia sarà ancora più in difficoltà, ai margini. Lo faremo con film, eventi, dibattiti e performance artistiche. Saremo a Bologna, come ogni anno da 14 anni, con le istituzioni, le cooperative, le imprese e le associazioni che anche oggi sono al nostro fianco, dimostrando di credere negli stessi valori per cui ci impegniamo con passione ogni giorno, sostenendoci nei progetti in giro per il mondo, come nelle nostre attività in Italia. Perché il cambiamento si può fare solo insieme”.

“Il Terra di Tutti Film Festival – aggiunge Udo Enwereuzor, responsabile migrazioni di Cospe – è come ogni anno per noi l’occasione di dare voce ai cosiddetti ‘invisibili’ del mondo, siano essi contesti periferici rispetto a una narrazione corrente, siano volti e storie di persone che hanno poche possibilità di ribalta. Quest’anno in particolare ci è sembrato doveroso accompagnare il percorso documentaristico e filmico di un festival che rimane soprattutto cinematografico, con eventi che illuminano il protagonismo in Italia delle persone di origine straniera, oltre che le lotte al razzismo in atto in questo momento in tutto il mondo. Ecco perché i nostri eventi sono tenuti insieme da un fil rouge fatto di racconti di diversità, narrazioni mediatiche alternative, focus su migrazioni e popoli dimenticati come quelli indigeni in Amazzonia. E poi un omaggio tutto italiano al movimento del Blacklivesmatter. Sarà questo un momento per riflettere insieme sulle sfide e le prospettive in corso nella nostra società e cercare di migliorarla”.

“Al bando di iscrizione hanno partecipato quasi 500 produzioni audiovisive da 40 paesi nel mondo – spiega il direttore del festival Jonathan Ferramola –. Una ricchezza caleidoscopica di storie e biografie che testimonia da un lato la crescita di credibilità del festival nei circuiti internazionali, dall’altro la voglia di raccontare e testimoniare quello che ci circonda”. Quarantuno, in totale, i film in concorso per vincere i 4 premi e per aggiudicarsi la prestigiosa menzione speciale DamsLab decretata dagli studenti di cinema dell’Università di Bologna. Ogni giorno il TTFF avrà un focus diverso: donne, migrazioni, cambiamenti climatici, diritti negati, filiera alimentare, conflitti e resistenze. Tra i film in anteprima, “#387” di Madeleine Leroyer sul naufragio avvenuto nel 2015 al largo di Lampedusa e “O Reflexo do Lago” di Fernando Segtowick, il racconto in bianco e nero di una comunità amazzonica che da decenni convive con la deforestazione del territorio”. È un ritorno, invece, quello di “The Milky Way” di Luigi D’Alife, accompagnato dalle fotografie di Michele Lapini, sui migranti che di notte tentano di raggiungere la Francia e su cittadini e associazioni impegnati nelle attività di soccorso.

Saranno 27, invece, le produzioni, fra lunghi e corti, presentate online sulle piattaforme streaming di Distribuzione dal Basso. Ogni giorno una sessione di film divisi per sessioni tematiche sarà disponibile in streaming per 24 ore sulla piattaforma terradituttifilmfestival.stream.

Confermata anche la sessione di fotografia in sala Screening Off, in cui 5 professionisti presentano al pubblico del festival i loro reportage dai fronti più caldi: dal muro del Messico di Fabio Bucciarelli (recente vincitore del World Press Photo), ai diritti dell’infanzia raccontati da Claudio Majorana, fino a un racconto al femminile del lockdown a cura del collettivo Pandemica.

Tra gli eventi off dal vivo, il seminario di formazione “Media e migrazioni, in calendario l’8 ottobre a Palazzo d’Accursio. Obiettivo, analizzare i linguaggi e trovare nuove narrazioni: un approfondimento sulla rappresentazione mediatica delle migrazioni e la necessità di un’ottica inclusiva e plurale per una narrazione equilibrata. Il giorno successivo, invece, Piazza del Nettuno ospiterà “Displacement”, performace artistica diretta da Andreco, un’azione collettiva sulle conseguenze dei cambiamenti climatici e in particolare i processi di desertificazione, innalzamento del livello del mare, eventi metereologici estremi e relativo displacement, il riposizionamento di intere popolazioni.

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