Terremoto, Mattarella agli sfollati: "Il prossimo Natale sarà diverso"
Mattarella incontra le popolazioni colpite dal sisma ospitate a Porto Sant'Elpidio. Foto: Ufficio Stampa Quirinale
| Mattarella incontra le popolazioni colpite dal sisma ospitate a Porto Sant'Elpidio. Foto: Ufficio Stampa Quirinale |
PORTO SANT’ELPIDIO (Fermo) - “La solidarietà deve esprimersi con atti concreti e questi atti concreti sono affidati alle istituzioni. Sono qui anche per assicurarvi che questo sta avvenendo e avverrà e che l’impegno delle istituzioni non si abbasserà nel corso del tempo ma resterà sempre forte, inalterato e determinato”.
Hanno scaldato improvvisamente la gelida mattinata invernale le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita oggi alle popolazioni terremotate ospitate nel comune di Porto Sant’Elpidio. Una comunità di oltre mille persone che raccogliere parte degli sfollati dei centri colpiti dal sisma. Più di 500 quelli che soggiornano nel centro turistico Holiday che questa mattina ha accolto il Capo dello Stato.
- “Questi giorni di Natale, di inizio e fine anno – ha detto il Presidente - che sono abitualmente di festa, per voi sono giorni che rendono molto più acuto lo stato di sofferenza per la distanza dalle vostre case, dai vostri comuni, dai luoghi che frequentate abitualmente. Sono di festa perché si vivono nell’ambiente proprio, con i proprio cari, con gli amici e le persone che abitualmente si frequentano e tutto questo quest’anno manca per voi e rende ben poco felice questo periodo. Quello che tengo a dirvi è che intorno a voi c’è un grande affetto. In tutta Itala c’è stata dopo il terremoto una grande partecipazione che si è manifestata attraverso le tante forme di sostegno ma anche con l’affetto espresso dal Paese. Naturalmente la solidarietà deve esprimersi in atti concreti e questi atti concreti sono affidati alle istituzioni. Qui ci sono il Commissario per la ricostruzione e il direttore della Protezione civile che in questo momento si stanno impegnando al massimo non soltanto, come avvenuto nelle precedenti settimane, per gli interventi di primo sostegno ma anche per come impostare la ricostruzione. Ma le istituzioni tutte, lo Stato, la Regione, c’è qui il presidente, i Comuni, i sindaci, che sono poi gli immediati interlocutori delle vostre sofferenze, sono quelle che devono tradurre in concretezza la solidarietà che ha espresso il Paese. E io sono qui anche per assicurarvi che questo sta avvenendo e avverrà e che questo impegno non si abbasserà nel corso del tempo ma resterà sempre forte, inalterato e determinato".
E ha continuato: "I centri colpiti dal terremoto sono comuni pieni di vita, di tanta storia che si è tramandata nel tempo, sono comuni che hanno una forte tradizione, un grande legame di comunità e dobbiamo fare in modo che tornino ad essere comunità che vivono come prima. Ci vorrà tempo, ci vorrà molto lavoro, ci vorrà impegno, si sta già programmando con efficacia ma dobbiamo fare in modo, e possiamo riuscirvi, che questo avvenga. Certamente il prossimo Natale e il prossimo capodanno saranno migliori per voi. Questo è l’appuntamento che ci diamo e vi assicuro che questo impegno delle istituzioni è molto forte, molto convinto e non si abbasserà in nessuna maniera con il passare del tempo. Non aggiungo altro perché le parole servono a poco. Quello che serve sono i fatti concreti. Vi ringrazio per questa accoglienza con un abbraccio e l’augurio per ognuno di voi che sia un buon Natale e che il prossimo anno renda davvero evidente l’inizio della ricostruzione”.
Arrivati i rimborsi. Hanno anticipato le risorse per garantire ospitalità e 1.200 pasti al giorno per due mesi, con il rischio di arrivare presto al punto di non ritorno. Ma ora tirano il fiato perché “stamattina finalmente sono arrivati i rimborsi”. Daniele Gatti è il direttore del villaggio turistico Holiday, che oggi ha ospitato la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“La notizia non è da poco - spiega - perché eravamo arrivati a cifre inimmaginabili che ci stavano mettendo in seria difficoltà. Oggi finalmente abbiamo avuto i rimborsi ed è stato sicuramente un sospiro di sollievo per tutte le strutture che erano alquanto provate da questa situazione. Cerchiamo di garantire la migliore ospitalità per le persone arrivate dai centri terremotati, ma abbiamo rischiato anche noi di trovarci in difficoltà”.
I suoi ospiti sono per la maggior parte adulti e anziani, ma ci sono anche molti bambini. “Chi era legato alla coltivazione diretta o all’allevamento di animali vuole tornare a casa perché quella è stata la vita di sempre, ma chi aveva attività commerciali, ad esempio, non vorrebbe rientrare nei comuni di origine. Molte persone stanno cercando lavoro qui sulla costa. Più volte ho sensibilizzato la protezione civile nazionale e l’amministrazione comunale per creare una sorta di dialogo e di contatto tra la domanda e l’offerta perché tanta gente sta cercando di capire se c’è la possibilità di trovare un lavoro in zona in attesa della scelta definitiva: rientrare nei paesi di appartenenza o restare qui. L’autonoma sistemazione è quella su cui molti sono orientati. La ricostruzione o l’alternativa ‘container’, almeno da quello che dicono i miei ospiti, non è tra le opzioni prese in considerazione. In molti casi, il piano ‘B’ non è una casa nei comuni di appartenenza. O almeno, non nel breve termine”.
“In due mesi c’è stato un movimento importante, di un’ottantina di persone, ma qui funziona un po’ come i vasi comunicanti: da una parte vanno via, dall’altra arrivano, perché ci sono i ricongiungimenti familiari: persone che erano state sistemate inizialmente all’interno di strutture lontane stanno tornando in zona, chi ha figli che lavoravano fuori adesso li sta riportando qui. Abbiamo comunque decongestionato e rispetto all’inizio la vivibilità è molto migliorata”. (Teresa Valiani)