11 dicembre 2017 ore: 13:15
Società

Terremoto, nasce ad Acquasanta la "Bottega della Speranza"

Giovedì 14 dicembre l’inaugurazione del centro di aggregazione giovanile. Taglio del nastro anche per la ludoteca “Ricostruire le storie”. In primo piano: lavoro, formazione e sostegno alla famiglia nel post sisma

ACQUASANTA TERME - Formazione professionale specialistica con una serie di corsi gratuiti per tutti i residenti dei centri terremotati, studio del territorio, creazione di una rete pronta a dare propulsione al progetto e interventi a sostegno dell’occupazione per rilanciare un’area già provata dallo spopolamento e da una crisi che con il sisma del 2016 ha subìto un’ulteriore, importante, stratificazione. Rimozione dei traumi e ridefinizione dei luoghi di aggregazione, con un’attenzione particolare all’infanzia e all’adolescenza. Due progetti, un’unica sede, stesse finalità: ripartire dal territorio e dal lavoro, ricostruire economia e tessuto sociale con le proprie mani, ricomporre tutte le fratture per restituire ai paesi e ai borghi colpiti dalle scosse il significato profondo della parola ‘comunità’.

Bottega della speranza, locandina

Si inaugurano giovedì 14 dicembre, ad Acquasanta Terme, due strutture che hanno eletto a sede naturale il comune piceno, crocevia e punto di collegamento tra i paesi della Salaria e quelli della zona appenninica. Sono il Centro di aggregazione giovanile diffuso “Botteghe della Speranza” e la ludoteca “Ricostruire le storie”.
Il Centro di aggregazione nasce dall’esigenza di coniugare tradizione e mestieri tipici del territorio, innovazione e formazione professionale: dal tufo al bluetooth, in un luogo progettato per dispensare conoscenza e attenzioni. Non un negozio, ma una bottega in cui “si impara l’arte, e si guarda avanti”, per spazzare via il peso della polvere e delle macerie da tutto il futuro rimasto in sospeso.

Il progetto “Botteghe della Speranza” è realizzato dall’associazione di promozione sociale “Laboratorio della Speranza” con il sostegno di Fondazione Vodafone Italia(che ha raddoppiato il contributo di una raccolta fondi promossa attraverso la piattaforma di crowdfunding Eppela) e del Sermig di Torino (Servizio Missionario Giovani – L’Arsenale della Pace). Mentre la ludoteca “Ricostruire le storie” è realizzata dalla cooperativa “L’albero della vita” con il sostegno della Fondazione Mediolanum Onlus, progetto che ha vinto il secondo premio del bando “Infanzia al centro” lanciato dalla stessa Fondazione. All’inaugurazione saranno presenti il fondatore di Sermig, Ernesto Olivero, il presidente della Fondazione “Albero della Vita Onlus”, Ivano Abbruzzi, il vescovo di Ascoli Piceno, S.E. Mons.Giovanni D’Ercole, e il sindaco di Acquasanta Terme, Sante Stangoni.

I due progetti sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nel palazzo vescovile. “Per produrre associazionismo e attivare il territorio – ha spiegato don Paolo Sabatini, presidente dell’associazione Laboratorio della Speranza - le attività saranno tutte ‘diffuse’, realizzate anche in collaborazione con enti esterni, con le scuole superiori e con gli ambienti dove già i ragazzi si stanno aggregando, come i centri giovanili diocesani e comunali che i giovani stanno frequentando. Mentre le metodologie educative saranno positive e costruttive: si tenderà a valorizzare il bello e l’esistente evitando la demonizzazione del rischio”.

La “Bottega delle Speranza” è stata realizzata in un appartamento di 160 metri quadrati, su due piani, in un ex albergo di Acquasanta Terme. Sono state previste stanze per le attività con i bambini, laboratori per i ragazzi, sala studio per gli adolescenti, spazi per la ginnastica dolce rivolta agli anziani e ambienti a disposizione di professionisti. “L’attività propria che inaugureremo – ha sottolineato Margherita Anselmi, progettista dell’associazione Laboratorio della Speranza – è la formazione professionale, che si dividerà in due parti: i laboratori professionali, con le attività pomeridiane aggregative, come la falegnameria, e la scuola di commercio ed e-commerce che, speriamo, funga da trampolino per le attività della zona terremotata. Il progetto prevede la realizzazione in sede di un negozio gestito dai ragazzi per insegnare loro tutto quello che serve per portare avanti una attività: dalla produzione alla vendita di quello che si produce, sia fisica che online”. “Poi – ha detto il presidente dell’associazione - ci sono i corsi di formazione professionale per le figure di idraulico, imbianchino-decoratore, organizzatore di eventi-wedding planner, birraio, manutentore del verde e guida naturalistica. Non lavoreremo per il titolo, ma per la persona: non ci interessa solo il punto di arrivo, ma il punto di partenza. Vogliamo dare una possibilità formativa e lavorativa insegnando un mestiere a chi non lavora e non ha risorse”.

La ludoteca Ricostruire le storie”, invece, è promossa dalla cooperativa “L’Albero della Vita”. Protezione del bambino, accoglienza, sostegno alla famiglia e partecipazione attiva nel contesto post sisma sono le principali finalità che il centro educativo si propone per accompagnare l’emergere delle potenzialità degli individui (adulti e bambini), dei gruppi e della comunità nel processo di ristrutturazione esterna ma anche e soprattutto interiore in cui sono impegnati. Per le specifiche necessità dell’infanzia, il progetto offre uno spazio di gioco extrascolastico rivolto, su turni, alle diverse fasce d’età: ludoteca per bambini dai 3 ai 10 anni, spazio aggregativo per i preadolescenti. Oltre all’opportunità del gioco libero, si prevede l’attuazione di appuntamenti e percorsi laboratoriali ludici, espressivi e creativi incentrati sul principio della partecipazione attiva di bambini e ragazzi. “Una particolare attenzione – spiegano i responsabili del progetto - è riservata ai più piccoli, con giorni e fasce orarie mattutine dedicate a famiglie con bambini 12/36 mesi e a genitori con figli nel primo anno di vita, per sostenere e accompagnare le iniziali fasi di crescita e i neo genitori all’interno di un contesto potenzialmente problematico come quello post-emergenziale”.

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