Terremoto Nepal, Agire: "La situazione si aggrava di ora in ora"
Foto: www.agire.it
ROMA - Sono quattro le ong del network di Agire (Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze) già operative nelle aree del Nepal maggiormente colpite dal terremoto. Actionaid, Cesvi, Oxfam e Sos Villaggi dei Bambini si sono mobilitate da subito per valutare i bisogni più immediati per la popolazione: acqua, cibo, ripari per le famiglie senza tetto, interventi sanitari.
Interventi di prima emergenza che necessitano di aiuti concreti e, a tal proposito, Agire lancia oggi un appello di raccolta fondi per supportare gli interventi a favore delle popolazioni colpite dal sisma. E' possibile dare il proprio aiuto con una donazione da effettuare via telefono, pagamento on line o bonifico bancario e postale.
"Il numero delle vittime continua ad aumentare, - sottolinea Cecilia Keizer, direttore di Oxfam in Nepal - molte vecchie case sono crollate ma il sisma non ha risparmiato edifici più moderni". Anche il segretario generale di ActionAid, Marco de Ponte, dall'India parla di una situazione che si aggrava di ora in ora: "le più grandi difficoltà in questo momento sono il sistema di approvvigionamento elettrico e l’acqua. Bisogna ripristinare la rete elettrica e assicurare la fornitura di acqua potabile quanto prima! Al momento si parla di circa 2000 morti. I dati ufficiali registrano oltre 700 decessi solo nella capitale, 634 nella Kathmandu Valley, 18 scalatori morti a seguito di una valanga scatenata dal terremoto sul Monte Everest, che si abbattuta proprio sul campo base dove sostavano gli escursionisti. 36 le vittime nella vicina India, 12 in Cina, 4 in Bangladesh e 6 in Tibet. Quasi 5000 i feriti. Mentre si continua a scavare nella speranza di trovare dei superstiti, vi è purtroppo la certezza che il numero delle vittime continuerà a salire."
Il terremoto ha causato il crollo di centinaia di edifici a Kathmandu e nella vallata circostante, tra di essi anche la storica Dharahara Tower, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Interrotte strade e comunicazioni, gli ospedali della città sono al collasso e la popolazione si prepara a trascorrere la seconda notte all’aperto. Il Primo Ministro Bamdev Gautam ha dichiarato lo stato di emergenza e richiesto aiuti umanitari ai paesi limitrofi e alla comunità internazionale. Oltre ad Agire, si stanno preparando ad intervenire anche gli altri Comitati membri dell’Emergency Appeals Alliance, la rete internazionale dei Comitati Emergenza ((Humanitarian Coalition, Adh, Chaine du Bonnheur e altri).