28 dicembre 2017 ore: 16:09
Non profit

Terremoto, povertà e migranti: il 2017 di impegno della Caritas

L’anno che sta terminando è stato contraddistinto per Caritas italiana e per le Caritas diocesane d’Italia da un impegno su più fronti, nazionali e internazionali. Ecco le principali iniziative
Caritas Italiana. Foto gente per strada

ROMA - Con il 2017 agli sgoccioli è tempo di bilanci per Caritas Italiana, che ha voluto ricordare in una nota i risultati del proprio impegno su più fronti, sia nazionali che internazionali. Tra i momenti di approfondimento e riflessione va ricordato il Convegno nazionale delle Caritas diocesane, svoltosi dal 27 al 30 marzo, che ha avuto come tema centrale lo “sviluppo umano e integrale”. Il 2017 per la Caritas è stato anche l’anno che ha visto la riconferma del mandato, per altri 5 anni, del direttore don Francesco Soddu e del varo del Piano strategico 2018-2022 come “esito di un lungo e partecipato percorso teso a valorizzare quanto già recepito nel Piano Integrato di Formazione (PIF)”.

Iniziative post sisma. In Italia l’azione di Caritas è proseguita a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 2016, la cui condizione si è aggravata ad inizio anno a causa del freddo e della neve, che ha avuto come conseguenze anche la tragedia di Rigopiano. Grazie alla colletta nazionale e a numerosissime altre donazioni, sono pervenuti a Caritas Italiana oltre 26 milioni di euro, incluso 1 milione messo subito a disposizione dalla Cei. L’organismo pastorale si è anche attivato nella costruzione di luoghi polifunzionali, pensati per rendere possibili le attività religiose, culturali e aggregative delle comunità.

Diritti e povertà. Sul versante dei diritti e dell’attenzione ai poveri, nell’anno in cui si è celebrata anche la prima Giornata mondiale dei Poveri voluta da papa Francesco (19 novembre 2017), Caritas Italiana ha continuato ad operare insieme all’Alleanza contro la povertà per l’attuazione del Reddito di Inclusione, che si è concretizzato prima attraverso la cosiddetta “misura ponte” del Sostegno per l’Inclusione Attiva (Sia), e poi con l’approvazione dello stesso Rei, che entrerà ufficialmente in vigore il prossimo 1 gennaio. “Sono in tanti coloro che non riescono oggi ad avere il necessario per vivere - ha ricordato il Presidente di Caritas Italiana, card. Francesco Montenegro - e questa platea di persone va considerata nella sua universalità. Richiede la giusta attenzione. Subito, sin da oggi. Non è altro che un discorso di equità e giustizia”.

Migranti. Altro ambito che ha visto un forte impegno da parte di Caritas Italiana è quello dei migranti con una ricaduta in ambito europeo ed internazionale e con un’azione anche informativa. Tra i passaggi più significativi la firma il 12 gennaio 2017 del protocollo di intesa tra ministero dell’Interno, Conferenza Episcopale Italiana (che agisce attraverso la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes) e Comunità di Sant’Egidio per l’apertura di nuovi corridoi umanitari che stanno consentendo l’arrivo in Italia, di 500 profughi, fuggiti dai loro Paesi per i conflitti in corso.

Lavoro. “Di fronte a muri ed egoismi, allo strapotere di economia e mercati – scrive Caritas – abbiamo comunque continuato ad operare in difesa della dignità del lavoro”. Particolare attenzione è stata dedicata da Caritas ai giovani, alla qualità della vita sulla terra e alla salvaguardia dei beni comuni, nella consapevolezza che non può esserci vero sviluppo senza inclusione e coesione sociale, dunque senza giustizia e solidarietà.

Estero. Sul versante europeo ed internazionale è proseguita la pubblicazione di 10 nuovi “Dossier con dati e testimonianze” (DDT), che ha approfondito di volta volta temi e problemi a partire dalle situazioni di specifici Paesi del mondo. Non è mancato l’impegno di Caritas Italiana, insieme alle Caritas della rete internazionale, per affrontare le emergenze, a partire dalla cronica carestia in Africa, le inondazioni in Perù e le esondazioni in Colombia ad aprile, il terremoto nel Mar Egeo a luglio, le alluvioni in Sierra Leone ad agosto, il terremoto in Messico e l’uragano Irma in centro America a settembre, il terremoto in Iraq e Iran a novembre e la recente tempesta tropicale che ha colpito le Filippine.

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