20 febbraio 2017 ore: 14:49
Non profit

Terzo settore, Bobba: “La riforma va avanti, presto il decreto sul 5 per mille”

Lo ha sottolineato il sottosegretario intervenendo alla presentazione del rapporto di Avis. “Il cambiamento ha bisogno di condivisione, è la sfida che ci attende”. Saturni (Avis): “Su impresa sociale si faccia attenzione, sotto l’egida del volontariato possono passare attività di altro tipo”
Terzo settore, mani fatte con persone che si avvicinano

ROMA – “Il primo decreto firmato dal presidente della Repubblica è stato quello sul servizio civile, stiamo completando quelli sulle reti associative e sull’impresa sociale. E contiamo in tempi brevi di chiudere anche il decreto sul 5 per mille, che ci restituirà il disegno operativo di quello che la legge individua a partire dall’articolo 1”. La riforma del Terzo settore va avanti. A sottolinearlo è il sottosegretario al ministero del Lavoro, Luigi Bobba, intervenendo oggi a Roma alla presentazione del libro bianco “La vis di Avis”, che contiene uno studio sull’impatto sociale dell’associazione.

- “La ricerca di Avis rappresenta un battistrada anche per altre organizzazioni perché affronta un tema non scontato: capire l’impatto della propria sfida associativa, individuandone le diverse ricadute a valle sulla dimensione relazionale, lavorativa e sociale – spiega Bobba – . Anche la nuova legge individua un’attività di controllo e monitoraggio di questo tipo, che vuol dire rendere conto di quello che si fa. Non pensando solo a controllo occhiuto, di carattere burocratico e formale. Per questo – continua il sottosegretario – questo lavoro è un’occasione per il mondo delle organizzazioni per essere parte del percorso della riforma che è stato costruito tutto dal basso e adesso ha bisogno di trovare la via giusta. I cambiamenti hanno bisogno di condivisione ed è questa la sfida del prossimo anno”.

Alle parole del sottosegretario ha replicato il presidente di Avis Vincenzo Saturni che ha espresso perplessità rispetto alla parte della legge che si occupa della regolamentazione delle imprese sociali. “Non siamo contrari all’idea di impresa sociale in generale, ma bisogna fare molta attenzione, perché ci sono lobby forti che fanno pressione– spiega – nel nostro caso, per esempio, ci sono organizzazioni che fanno raccolta sangue a pagamento. Non vorremmo che sotto l’egida del volontariato passassero attività di altro tipo”. (ec)

© Copyright Redattore Sociale