13 dicembre 2017 ore: 15:14
Società

Testamento biologico, sit-in a Palermo per l'approvazione della legge

Organizzato dal comitato "Esistono i diritti". Centinaia le adesioni tra cui quella del sindaco Leoluca Orlando: "Un atto di civiltà giuridica e sociale". Tessitore (comitato): "Il voto sul tema deve essere assolutamente laico, trasversale e soprattutto libero"
Sit-in testamento biologico
Sit-in testamento biologico

PALERMO - Sit-in oggi a Palermo per chiedere che il Senato proceda presto all'approvazione della legge sul testamento biologico. Il raduno, organizzato dal comitato "Esistono i diritti" si è svolto  davanti al tribunale palermitano. All'appello del comitato, per la rapida approvazione della legge, già passata alla Camera, hanno aderito centinaia di cittadini e numerose personalità tra le quali il sindaco Leoluca Orlando che la definisce "un atto di civiltà giuridica e sociale".

Tra gli altri sostenitori dell'appello ci sono Fabrizio Ferrandelli, Ugo Forello, Claudio Fava, Antonio Ingroia, Paolo Briguglia. Nell'Unione Europea il testamento biologico esiste già in Regno Unito, Austria, Croazia, Spagna, Ungheria, Belgio, Paesi Bassi, Finlandia, Svizzera, Lussemburgo, Portogallo, Germania e Francia pur con dei distinguo, già da anni. 

"Chiediamo con forza che il testo sulle disposizioni anticipate di Trattamento (DAT) vada approvato senza snaturarlo o mortificando la volontà del paziente - afferma il presidente del comitato Alberto Mangano ex consigliere comunale -. Si tratta di un diritto inalienabile che non può essere tolto perché per coloro che hanno malattie molto gravi rifiutare certe cure che non portano a niente deve essere più che legittimo. Pertanto è un passo importante di civiltà potere approvare una legge che riconosca la libertà di scegliere quando si è in condizioni di salute molto gravi. Sul tema il voto deve essere sicuramente trasversale perché riguarda la coscienza degli esseri umani lontano da qualsiasi forma di strumentalizzazione politica". 

"Quando parliamo di temi etici così importanti - aggiunge Pino Apprendi ex deputato regionale e sostenitore del movimento 'Liberi e uguali' -, bisogna abbassare le bandiere dei partiti e delle diverse appartenenze perché qua si tratta di fare venire fuori l'uomo, la persona con la sua coscienza. L'obiettivo da raggiungere con la legge è la libertà di scegliere un fine vita che non sia frutto di un inutile accanimento terapeutico".

"Sono temi che riguardano la vita di tutti noi - continua Rossana Tessitore del comitato di presidenza -. Il voto sul tema deve essere assolutamente laico, trasversale e soprattutto libero. In alcuni casi gravi avere la possibilità di nominare una figura di fiducia esterna ai familiari può essere molto importante".  

Anche il primo cittadino di Palermo ha divulgato un comunicato in cui appoggia pienamente l'appello. "Noi donne e uomini diversi per storia, cultura e orientamento politico chiediamo che il parlamento italiano - sottolinea il sindaco Orlando - spesso distante e insensibile alle sorti dei cittadini nel nome dei quali eroga leggi che garantiscono diritti e impongono doveri, si muova in sintonia col sentire comune della stragrande maggioranza dei cittadini italiani e doti il nostro Paese, come uno degli ultimi atti della legislatura, della legge sul testamento biologico. Quando il dolore non è un viatico per la guarigione ma soltanto per la conservazione di un corpo da cui lo spirito vorrebbe separarsi, l’accanimento delle terapie somiglia a tortura e l’ostinazione di certa medicina a crudele sperimentazione. Non è dunque una battaglia religiosa ma un confronto tra chi crede alla libertà dell’individuo anche nel momento della sua massima debolezza e chi crede di poter decidere della vita altrui confiscandogli persino il diritto a spegnersi senza un ennesimo tempo del dolore". (set)

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