18 gennaio 2017 ore: 18:09
Disabilità

Titolo offensivo, associazioni insoddisfatte delle scuse del direttore

Il direttore del quotidiano La voce di Mantova ha solo risposto alla mail di protesta della Ledha per il titolo "Mongoli in mongolfiera", ma sulle pagine del quotidiano non ha pubblicato nulla. "L'offesa è stata pubblica e pubbliche devono essere le scuse"
Mongoli in mongolfiera Voce Mantova giornale
Mongoli in mongolfiera Voce Mantova giornale

MILANO - "Mongoli in mongolfiera": le associazioni che si occupano di persone disabili non sono affatto soddisfatte delle scuse del direttore de La Voce di Mantova per l'infelice locandina del 7 gennaio scorso. Locandina che "strillava" il richiamo ad un articolo del quotidiano, in cui si raccontava di un incidente accaduto a un gruppo di turisti tedeschi, atterrati con la loro mongolfiera sui cavi dell'alta tensione. Un titolo che offendeva le persone con sindrome di Down, usando un termine ormai desueto dandogli un significato dispreggiativo, senza che avesse alcun legame con il fatto di cronaca. La Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha), alla quale aderiscono una trentina di associazioni, ha protestato con una lettera aperta, chiedendo pubbliche scuse. Il direttore de La Voce, Alessio Tarpini, ha risposto via mail alla Ledha, scusandosi: "Era solo un gioco di parole fatto in buona fede, che ha ottenuto l'effetto opposto a quello che pensavamo". Incidente chiuso? Per niente. "Abbiamo chiesto pubbliche scuse -sottolinea Cristina Orioli, presidente della sezione mantovana dell'Associazione italiana persone down (Aipd), che aderisce alla Ledha-. Ma sul giornale non è stato scritto nulla. Non ci basta che risponda a noi. È giusto che la cittadinanza sappia, che tutti si interroghino sull'uso corretto delle parole, sul fatto che le persone down e le loro famiglie sono state offese". 

"Questa vicenda è avvilente -aggiunge Cristina Orioli-, perché è frutto di superficialità. Al direttore de La Voce chiediamo di nuovo delle scuse pubbliche, visto che l'offesa è stata pubblica. E proponiamo di organizzare per i giornalisti del mantovano un corso di formazione sull'uso delle parole nel campo della disabilità. Se nel 2017 un direttore di un giornale permette che si usino in questo modo le parole, significa che c'è un bisogno urgente di formazione". Per ora le associazioni mantovane che si occupano di disabilità aspettano che il direttore de La Voce faccia il primo passo, ossia quello di pubblicare sul giornale le scuse. "Se non lo farà, ci inventeremo qualcosa. Questa vicenda non può passare sotto silenzio". 

Intanto sulla pagina Facebook de La Voce di Mantova sono arrivate anche le prime proteste. "Il vostro titolo ad effetto avrà forse suscitato l'ilarità di qualche ottuso passante e vi avrà procurato qualche nuovo lettore dalle dubbie qualità intellettive ma rimane una delle pagine più buie nella storia delle testate locali. Avete avuto il vostro momento di notorietà, seppur in senso negativo, ma alla fine resterete un giornale con il quale non pulirei nemmeno i vetri della mia Panda", scrive Gianluca Gentili. Silvia Ancona, rincara la dose con questa frase: "Vergognatevi per il vostro articolo e per la vostra 'professionalità'. Firmato: la sorella di una 'mongoloide'". (dp) 

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