16 dicembre 2018 ore: 12:47
Disabilità

Tokyo 2020. Dall’incidente alle vittorie, sognando le Paralimpiadi

La passione di Nicola Azara per il nuoto nasce dopo l'incidente che lo ha reso invalido. La storia di un atleta che a 50 anni punta al sogno paralimpico, con l’aiuto della Sede Inail di Sassari-Olbia-Tempio sul numero di luglio di SuperAbile, il magazine dell’Inail
Azara

ROMA - Arrivare sul podio delle Paralimpiadi di Tokyo 2020 nei 400 stile libero: è il sogno di Nicola Azara, classe 1967, nato e cresciuto in Sardegna, a Olbia, e vice campione italiano Master Finp 2018 (per gli atleti sopra i 25 anni), medaglia dargento conquistata il 6 maggio scorso nella categoria M50. Assistito della Sede Inail di Sassari-Olbia-Tempio, ha diverse gare e titoli alle spalle, tra cui spicca loro ancora una volta nel trofeo Master Finp 2017.

Azara 2

Ma la sua storia con lacqua non è iniziata nel migliore dei modi. La racconta Giovanni Augello per Redattore sociale nel numero di luglio di SuperAbile, il magazine dell’Inail. La sua prima passione è sempre stata la moto. In sella alle due ruote, però, la sua vita cambia due volte. La prima nel 2002, quando per un incidente perde larto destro inferiore, dal ginocchio in giù."È stato un infortunio in itinere mentre andavo al lavoro spiega . Da lì è iniziato il mio calvario, ma anche la mia rinascita".

Azara, infatti, non molla. E qualche mese dopo lincidente decide di bussare alle porte del Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio (Bologna). "Avevo tutte le paure di chi si ritrova da un giorno all’altro senza una gamba – racconta –. Ma al Centro protesi ho visto persone con una positività straordinaria. È da lì che è partito tutto". L’interesse per il nuoto, invece, matura più tardi. Azara per prima cosa torna in sella alle due ruote. Nell’autodromo di Mores, in provincia di Sassari, però, un nuovo incidente. "Inizialmente la passione per l’acqua è stata un po’ forzata – racconta –. Era il 2010 e mentre giravo in pista sono caduto rompendomi la spalla, la clavicola e le costole. L’ortopedico mi consigliò di andare in piscina, ma non pensavo che avrei finito per praticare nuoto, men che meno a livello agonistico. Terminata la riabilitazione, la dipendenza da cloro era ormai parte di me e così dal 2011 non mi sono più fermato".

A poco a poco lacqua diventa un elemento essenziale nella sua vita. "Mi sentivo più nudo senza protesi che senza mutande scherza latleta . Farsi vedere senza protesi era pesante, ma una volta entrato in acqua potevo fare quello che fanno tutti senza il minimo handicap. Tutto questo mi ha fatto credere in me stesso e da lì all’agonismo, il passo è stato breve". Nel 2011 Nicola Azara inizia a gareggiare. Dopo qualche passaggio tra varie società, approda alla sassarese di nuoto Progetto Albatross, dove viene seguito dallallenatore Sergio Russo. Nella vita di tutti i giorni, latleta cinquantenneè un perito agrario e segue lazienda zootecnica di famiglia.

Azara

Ha un figlio di quasi 14 anni, anche lui appassionato di nuoto. Un figlio che ha voluto con sé in una delle sue imprese: la traversata da Olbia a Ostia. "Nel 2014 ho partecipato al progetto Abbattiamo le barriere. Tre atleti del nuoto nazionale, tra cui Claudio Gargaro, si sono messi in testa di fare la traversata ricorda . Sono stato tirato dentro a cinque giorni dalla partenza per una sostituzione, ma ho detto subito: vengo solo se mi accompagna mio figlio. Sulla barca era il mio punto di riferimento". Tra le due coste ci sono circa 230 chilometri: "Abbiamo fatto una staffetta. Nuotavamo due ore a testa, con sei ore di riposo a rotazione. Ci sono volute 46 ore in tutto. È una di quelle esperienze che capitano una volta nella vita e che rimangono per sempre". 

La curiosità e la voglia di mettersi alla prova sono le costanti che caratterizzano la sua esistenza. Sebbene l’acqua rappresenti oggi la passione più grande, all’orizzonte c’è anche qualcos’altro: "Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo del triathlon. A breve riceverò la protesi per correre e la prima tappa sarà a ottobre al meeting internazionale che si terrà al Forte Village, in provincia di Cagliari", anticipa. Tuttavia, l’obiettivo principale rimangono le prossime Paralimpiadi. A supportarlo in questa avventura è la Sede Inail di Sassari-Olbia-Tempio che, nel 2017, ha realizzato il progetto “Road to Tokyo” per permettere proprio ad Azara di qualificarsi. "Sulla base di una convenzione siglata nel 2006 con il Cip, l’Inail interviene con attività di orientamento e avviamento allo sport per i disabili da lavoro – chiarisce Luisella Pili, assistente sociale per la Sede di Sassari-Olbia-Tempio –. Sono molti gli assistiti che negli anni hanno partecipato a queste iniziative. Nicola Azara e Giovanni Achenza, che alle Paralimpiadi di Rio ha vinto la medaglia di bronzo nel triathlon, sono i due assistiti che praticano sport a livello agonistico". 

Con Azara, che già aveva iniziato a fare sport, è subito nata lidea di realizzare un progetto per permettergli di partecipare alle gare nazionali e internazionali di qualificazione per le Paralimpiadi in Giappone. "Con Road to Tokyoabbiamo previsto un allenamento mentale con uno psicologo dello sport, uno tecnico per perfezionare la nuotata e un supporto economico alle spese sostenute per gareggiare a livello nazionale e internazionale. I risultati sono buoni: il progetto verrà ripresentato anche per il 2018". Ora si tratta di "riuscire a strappare un tempo buono per avere accesso alle Paralimpiadi puntualizza il nuotatore . Spero di poter competere nella gara più lunga, ovvero quella dei 400 stile". Mentre Azara sogna il podio, il suo nome e quello di Achenza sono già un esempio per tutti gli assistiti della Sede Inail di Sassari-Olbia-Tempio. "Avere due atleti come loro tra i nostri dà entusiasmo e motivazione racconta Pili . Gli assistiti si conoscono e questo li aiuta a superare i propri limiti. Per qualcuno può significare soltanto iniziare a nuotare, per altri sono uno stimolo a fare sport. Ci sono riscontri positivi per tutti".

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