27 luglio 2017 ore: 17:32
Società

Tor Bella Monaca, 30 mila firme per dire "No" allo sfratto del centro antiviolenza

Consegnate oggi virtualmente alla Sindaca di Roma le oltre 30 mila firma raccolte in poche settimane per salvare dallo sfratto il Centro Antiviolenza “Marianne Erize” di Tor Bella Monaca. Alla conferenza stampa presso la Camera dei Deputati presente anche la deputata Dem Laura Coccia. Stefania Catallo (Responsabile del Centro): “Virginia Raggi ci ascolti”
Conferenza contro chiusura centro antiviolenza

ROMA - Una conferenza stampa per raccontare una storia che ha dell’incredibile e per consegnare virtualmente a Virginia Raggi, Sindaca di Roma, le oltre 30mila firme raccolte a sostegno di una progettualità indispensabile in un quartiere complesso: è quella organizzata e promossa oggi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati da Stefania Catallo, Presidente del Centro Antiviolenza di via Aspertini a Tor Bella Monaca.

Una storia di accoglienza e comunità, quella del centro “Marianne Erize”. Una storia che inizia anni fa con l’assegnazione dei locali in via Aspertini a Tor Bella Monaca “con procedura diretta per meriti straordinari”, sottolinea la Responsabile. Una storia che però sembra finire, incredibilmente, a marzo di quest’anno, quando il Municipio VI di Roma vota a maggioranza un documento che chiede la riconsegna degli immobili affidati per lo svolgimento delle attività del Centro. Analoga richiesta viene ripetuta il 17 luglio, pochi giorni fa, con l’esplicita formula di impegnare il Presidente del Municipio all’emanazione di un bando per l’assegnazione dei locali. In poche parole, è sfratto.

Stefania Catallo però non ci sta. Non solo mobilita un intero quartiere, ma promuove anche su Internet, utilizzando la piattaforma Change.org due differenti raccolte firme “Salviamo di nuovo il centro antiviolenza di Tor Bella Monaca” e “Non abbandonare le donne vittime di violenza di Tor Bella Monaca”. La città di Roma risponde con oltre 30mila firme, tra cui anche quella della deputata Dem Laura Coccia che sin da subito appoggia le istanze del Centro e promuove le petizioni.

“Quella del bando – ha dichiarato infatti Laura Coccia, presente oggi alla conferenza stampa – è una foglia di fico che, nella situazione attuale, porterebbe alla chiusura di un servizio fondamentale per il sostegno e la protezione di donne vittime di violenza. Non possiamo voltarci dall’altra parte e fare finta che la sostituzione di un servizio specifico e molto apprezzato come quello del Centro “Marianne Erize” con un non meglio precisato progetto di sostegno alla genitorialità non sia un danno per una periferia che la Sindaca aveva promesso di non lasciare indietro”.

E oggi la richiesta che accompagna le 30mila firme raccolte e consegnate virtualmente alla Sindaca di Roma chiede proprio a lei di fare un passo in questa direzione: sospendere la procedura avviata dal Municipio VI, avviare un nuovo bando specificatamente rivolto a servizi per le donne vittime di violenza che tenga conto di esperienza e progettualità, e permettere al centro antiviolenza “Marianne Erize” nell’espletamento dello stesso bando di proseguire con le sue attività.

“Con un atto di prepotenza istituzionale – ha poi aggiunto Stefania Catallo - vogliono sfrattarci dal centro di Tor Bella Monaca. Siamo abituate a rispondere alla violenza di mariti e compagni che massacrano di botte le donne, quindi questo manipolo di arroganti arroccati al VI Municipio non ci spaventa davvero. Ora usano il sostegno alla genitorialità, facendo finta di non sapere che da settembre sperimenteremo proprio nel nostro centro la prima “Comunità di destini delle Giovani Madri”, come annunciato il 1 luglio (molto prima della loro mozione) dal palco della manifestazione pubblica di Piazza Santi Apostoli alla presenza della Presidente della Camera Laura Boldrini. Oltretutto la mozione dei Cinquestelle contro di noi è improponibile, tardiva, ingerente, carente di motivazione tanto da essere sospetta. Vogliono solo un bando che in 4 mesi non hanno ancora scritto. Dicessero chiaramente perché il centro antiviolenza “Marianne Erize” dà loro tanto fastidio o quale altra associazione amica degli amici di chi ha messo gli occhi su questi locali”.

“Oggi non vogliamo fare domande. Le domande – ha poi chiosato - le lasciamo a voi. Siamo qui come fossimo con una fotografia amara di una realtà operosa che freme di progettualità”. Vedremo come andrà a finire e se la Sindaca accoglierà l’appello di 30mila cittadini romani che chiede di salvare una progettualità che in tanti anni ha dato a Tor Bella Monaca almeno la speranza di una porta sempre aperta. (eb)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news