17 novembre 2014 ore: 15:07
Immigrazione

Tor Sapienza, Manzione: mai più situazioni simili

Rapporto sulla protezione internazionale 2014. Il sottosegretario all'Interno: "Davanti a una situazione di disagio legittima non vedo perché lo stato doveva mostrare i muscoli, sia nei confronti di chi arriva che nei confronti di chi c'è già"
Tor Sapienza. Scontri contro immigrati. Cartelloni
ROMA - "A Tor sapienza lo Stato non doveva dare una manifestazione di forza, ma risolvere la situazione mettendo in campo gli strumenti idonei. Nell'atteggiamento dello Stato non c'è stata arretratezza, dunque, ma consapevolezza. C'è chi sostiene che lo stato abbia ceduto ai manifestanti con il rischio di un effeto domino, mentre la mia opione è diversa. Credo che a Tor Sapienza c'è una situazione di malessere del tutto legittimo da parte dei residenti, che è il punto di approdo di una serie di politiche che si protraggono da anni, e che non è facile smantellare. Davanti a una situazione di disagio legittima non vedo perché lo stato doveva mostrare i muscoli, sia nei confronti di chi arriva che nei confronti di chi c'è già". Lo sottolinea il sottosegretario all'Interno Domenico Manzione, parlando a margine della presentazione oggi a Roma del Rapporto sulla protezione internazionale 2014. Il sottosegretario ha spiegato che giovedì prossimo è stato convocata una riunione straordinaria del tavolo nazionale Immigrazione perché rispetto ai progetti Sprar, non si ripropongano situazioni come tor sapienza anche in altre zone. 
 
Rispondendo poi alla polemica sollevata dal sindaco Marino, sull'ingente numero di rifugiati a Roma ha aggiunto: "Solo da questa estate il nostro paese si è dotato di un piano organico sull'accoglienza, condiviso tra stato centrale ed enti locali, e che implica una distribuzione diffusa su tutto il territorio nazionale. Non lo dico per difendere il sindaco Marino - spiega - ma lui ha ereditato una situazione che deriva da ciò che è stato accumulato in tanti anni. E ora la ridistribuzione non è semplice. Ma dobbiamo ricordare anche che tra le regioni su cui pesa di più questa situaizone c'è la Sicilia". Secondo Manzione, dunque,  "Marino si è imbattuto in questo periodo di transizione, ereditando problematiche che unite ad altre situazioni già stressate come scuola, sanità e lavoro, hanno prodotto una situazione di disagio tra i cittadini. Ma -precisa- rispetto ai fatti non parlerei di razzimo ma di situazioni che se accumulate generano nella gente, tensione, stanchezza e protesta. Ma non razzismo". Secondo il piano Sprar, approvato in conferenza Stato-regione- però non ci sarà una diminuzione nei numeri dell'accoglienza a Roma e nel Lazio: "si parla di 3000 posti Sprar- afferma ancora Manzione - ma gestiti con un'accoglienza programmata e per la prima volta organica".  
 
Commentando i dati del rapporto Manzione ha poi sottolineato che "non sono i numeri di un'invasione. Quando parliamo con aria angosciata di 150 mila sbarchi - afferma - dovremmo ricordarci che  quelli legati a una  situazione di disagio nel mondo sono 51milioni di persone". In questo senso il sottosegretario ha ricordato gli obblighi dell'Italia nei confronti dei minori e di tutti gli altri richiedenti asilo, "che sono la  stragrande maggioranza di quelli che arrivano perché la migrazioen economica è ormai ridotta al lumicino- spiega - ne è la riprova il fatto che da 3 anno il nosro paese non fa più decreti flussi". "Nei confronti  di chi richiede asilo abbiamo obblighi internazionali precisi se vogliemao rimanere nel consesso internazionale non possiamo no rispettarli - conclude -, stessa cosa vale per le fasce deboli e i minori non accompaganti". Tre le direttrici del governo in questo senso: in primo luogo il piano di accoglienza che punta ad ampliare i posti dello Sprar, in secondo luogo la decisione di ricondurre anche l'accoglienza dei minori non accompagnati sotto le direttive dello Sprar e infine, un confronto europeo per un'equa distribuzione dei rifugiati anche negli altri paesi e per una ridefinizione del regolamento Dublino.
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