17 novembre 2014 ore: 16:59
Immigrazione

Tor Sapienza, Unhcr: "Rifugiati come capro espiatorio, non tolgono opportunità"

Rapporto sulla protezione internazionale 2014. Laurens Jolles, portavoce, commenta i fatti di Roma: "L'accoglienza, che dovrebbe favorire l'integrazione, viene invece cavalcata da invididui e gruppi estremi e intolleranti che alimentano la tensione e la rabbia dei cittadini"
Rifugiati, volti di profughi in fila
ROMA - "In questi giorni c'è stato un grande tentativo di puntare il dito contro i rifugiati e i richiedenti asilo, come capro espiatorio di problemi che non dipendono da loro. Questo clima è preoccupante, così come il fatto  che ancora adesso non si faccia una sensibilizzazione per far capire che non sono loro il vero problema". Lo ha sottolineato Laurens Jolles, portavoce dell'Unhcr, intervendo alla presentazione del Rapporto sulla protezione internazionale 2014. Jolles, in riferimento ai fatti avvenuti nei giorni scorsi a Tor Sapienza ha sottolineato che  "l'accoglienza, che dovrebbe favorire l' integrazione, viene invece individuata come un fattore che toglie opportunità, da invididuei e gruppi estremi e intolleranti che alimentano la tensione e cavalcano la rabbia dei cittadini".
 
Anche il prefetto Angelo Malandrino, responsabile Immigrazione per il ministero dell'Interno ha stigmatizzato l'accaduto. "Le cronache le conosciamo tutte - spiega - ma quello che in molti non dicono è che i richiedenti asilo e i rifugiati hanno diritto a stare nel nostro paese. Per cui facendo accoglienza non facciamo un'opera caritatevole ma facciamo un' esecuzione della norma. L'episodio di Tor Sapienza fa emergere come i rifugiati siano spesso un obiettivo facile - aggiunge -bisognerebbe pure spiegare che dove c' lo sprar non ci sono discariche di  rifiuti, non parliamo cioè di situazioni che inquinano il teritorio e danneggiano cittadini. Guardando le immagini sembrava di essere tornati alle immagine delle proteste a Napoli contro le discariche". Malandrino spiega anche che l'obiettivo del ministero ora è lavorare con i comuni per incrementare lo Sprar, "che consente di dare autonomia alle persone. Noi puntiamo a fare in modo che lo Sprar sia l'unico sitema per richiedenti asilo e rifugiati nel nostro paese - afferma - ci stiamo attrezzando per inglobare anche la competenza dei minori". 
 
"Quello di Tor Sapienza per fortuna è un caso isolato - aggiunge Oliviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas italiana - Noi sui territori abbiamo accolto 15mila rifugiati e richiedenti asilo, e non abbiamo mai avuto una situazione come questa. E' chiaro che i progetti di accoglienza vanno concertati con i teritori, perché nelle aree metropolitane l'accoglienza deve tener conto anche del tessuto sociale" . (ec)
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