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6 febbraio 2019 ore: 10:09
Salute

Torna la giornata di Raccolta del farmaco: aderiscono 4.500 farmacie

Prevista per sabato 9 febbraio. Nell'edizione 2018, raccolte oltre 300 mila confezioni. Farmaci di cui hanno beneficiato oltre 500 mila persone, assistite da enti convenzionati con il Banco Farmaceutico
Raccolta del farmaco

MILANO - Torna in Italia la diciannovesima edizione della Giornata di Raccolta del Farmaco. Si terrà sabato 9 febbraio in 104 Province, nelle circa 4.500 farmacie che aderiscono all’iniziativa e ne espongono la locandina, sarà possibile, grazie alle indicazioni del farmacista e all’assistenza di circa 20.000 volontari, acquistare uno o più medicinali da banco da donare alle persone indigenti. I farmaci acquistati saranno consegnati agli oltre 1.700 enti assistenziali convenzionati con la Fondazione Banco Farmaceutico onlus. 

Nella Giornata della raccolta del farmaco dell'anno scorso sono state raccolte 376.692 confezioni di farmaci, per un controvalore economico pari a 2.642.519 euro. Ne hanno beneficiato oltre 539.000 persone assistite dagli enti convenzionati. In 18 anni, sono stati raccolti più di 4,7 milioni di farmaci, per un controvalore superiore a 28 milioni di euro. La Giornata di Raccolta del Farmaco si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, in collaborazione con Aifa, Cdo Opere Sociali, Federfarma, Fofi, Federchimica Assosalute, Assogenerici e BFResearch.

L’iniziativa è realizzata con il sostegno di Intesa Sanpaolo (Partner Istituzionale), Teva, Doc, EG EuroGenerici, Comieco, Mediafriends, Responsabilità Sociale Rai e Pubblicità Progresso. In Italia, nel 2018, 539.000 persone povere (il 10,7% dei poveri assoluti) si sono ammalate e hanno chiesto il sostegno degli enti per potersi curare. In 5 anni (2013–2018), la richiesta di farmaci da parte degli enti è aumentata del 22%, mentre nel 2018, a causa di spese più urgenti (cioè non rinviabili), le famiglie povere hanno destinato alla salute solo il 2,54% della propria spesa totale (contro il 4,49% delle famiglie non povere). Le famiglie povere, in particolare, hanno potuto spendere solo 117 euro l’anno per curarsi (con un aggravio di 11 euro in più rispetto all’anno precedente), mentre il resto delle famiglie ne ha potuti spendere 703 (+8 euro rispetto all’anno precedente).

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