7 giugno 2006 ore: 17:21
Società

Toscana: per i transessuali terapie ormonali gratuite. ''Un diritto e un atto di civiltà''

L’assessore Rossi commenta la delibera della giunta regionale: ''Il disturbo dell'identità di genere è una patologia rara, come tale dà diritto a cure gratuite. Ci muoviamo in base alla legge nazionale e ai Lea''
Enrico Rossi

Enrico Rossi

FIRENZE - Cure ormonali gratuite per chi decide di intraprendere il difficile percorso del cambiamento di sesso. La giunta della regione Toscana ha approvato una delibera con cui sarà assicurato ai transessuali il trattamento farmacologico necessario. Un diritto e un atto di civiltà: così ha commentato le ragioni e i contenuti della delibera l’assessore per il diritto alla salute Enrico Rossi. "Ci muoviamo in base alla legge nazionale e ai Livelli essenziali di assistenza” spiega l’assessore, che continua: “Con la delibera abbiamo dato concreta attuazione alla legge nazionale 164 del 1982 sulla rettificazione dell'attribuzione di sesso, confermando i principi sanciti nello Statuto regionale e dalla legge regionale contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere. Lo Stato italiano ha regolamentato il diritto delle persone alla cura di questo disturbo e le modalità di accesso all'intervento, che è riconosciuto nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza". L’iter di accesso all’intervento prevede che una équipe di medici, psicologi e psichiatri prenda in carico i soggetti che richiedono il cambiamento di sesso. Dopo un lungo periodo di colloquio e di terapia - e solo dopo l'accertamento che il paziente sia affetto da questo disturbo – l'interessato può far richiesta al tribunale per un ‘adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico-chirurgico’. L’intervento chirurgico deve poi essere autorizzato con sentenza del tribunale stesso. La stessa legge 164 disciplina anche il cambiamento anagrafico. “La delibera della regione Toscana - precisa l’assessore Rossi - colma il vuoto di assistenza, quello farmaceutico, che mancava per completare la presa in carico dei pazienti affetti da questo disturbo”.

La giunta regionale ha deciso il provvedimento a seguito della relazione svolta dalla Commissione terapeutica regionale, secondo cui il disturbo della identità di genere può rientrare tra le patologie rare. Secondo la relazione della Commissione terapeutica regionale, si stima che in Italia il disturbo interessi una persona ogni 50.000 abitanti. In Toscana, dall'ottobre 2005 ad oggi, sono stati effettuati 2 interventi chirurgici di questo genere. Attualmente, presso il Servizio sanitario regionale, sono in trattamento 30 persone, 20 a Firenze e 10 a Pisa. Proprio sulla scorta di questi dati, l’assessore Rossi commenta le ragioni del provvedimento: "La Toscana ha sempre riservato una grande attenzione all'assistenza farmacologica essenziale dovuta alle persone portatrici di patologie e disturbi rari. E' una questione di diritti e di civiltà. Ed è proprio il caso anche di coloro che sono soggetti da disturbo della identità di genere”.  L’assessore ha poi affrontato l’aspetto finanziario del provvedimento. Per prevenire eventuali critiche sul fronte del contenimento della spesa farmaceutica regionale, è stata sottolineata infatti l’esigua entità della spesa da sostenere, a fronte di un “guadagno” in termini di civiltà e rispetto della legalità e dei diritti: “le terapie farmacologiche necessarie, costano 10 euro al mese per paziente, 120 euro l'anno, quindi 3600 euro l'anno, ovvero lo 0,0003% della spesa farmaceutica regionale. Si tratta di persone che hanno diritto alla cura al pari di tutti i cittadini e la cui condizione non deve venire genericamente confusa con quella dei travestiti o dei viados. Ricordo, ad esempio, che con una delibera che ha suscitato assai minore scalpore, il Servizio sanitario regionale ha pagato 500 mila euro per la cura farmacologica di una persona affetta da una patologia rara. Parliamo di atti doverosi e civili. Ben altri sono, in concreto, i problemi del contenimento della spesa farmaceutica che comunque in Toscana riusciamo a controllare, assicurando più prestazioni, e mantenendone la crescita a un livello nettamente inferiore alla media nazionale”. (Stefano Bracalente)

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