25 gennaio 2018 ore: 14:15
Giustizia

Tratta, con “Oltre la strada” assistite quasi mille persone in Emilia-Romagna

Anche quest’anno il progetto regionale è stato selezionato dal bando nazionale del Dipartimento per le Pari opportunità. Stanziati 1,8 milioni di euro per contrastare le nuove schiavitù. Massima attenzione per la tratta di richiedenti asilo, in particolare di donne nigeriane costrette alla prostituzione
Prostituta sul bordo di una strada

BOLOGNA – Contrasto a sfruttamento sessuale, lavori forzati, costrizione all’accattonaggio e ad attività illegali come spaccio di stupefacenti e furti. Sono le forme di tratta di esseri umani più praticate contro le quali la Regione Emilia-Romagna si schiera, promuovendo dal 1996 il progetto “Oltre la strada” che, anche quest’anno, è risultato tra quelli selezionati dal bando nazionale del Dipartimento per le pari opportunità. Ammonta a oltre 1,6 milioni di euro il finanziamento che, sommato a quello regionale (pari a 172 mila euro), porta a quasi 1,8 milioni di euro le risorse messe in campo dalla Regione per assicurare tutela e protezione alle vittime di tratta insieme agli enti pubblici titolari degli interventi (Comuni di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Unione Comuni Valle del Savio e Azienda Usl di Romagna) e ai privati convenzionati. Tra le novità del bando: il potenziamento delle strutture a indirizzo segreto e di quelle destinate all’accoglienza residenziale. In Emilia-Romagna oltre ai 250 posti giù presenti (in 80 strutture) se ne aggiungeranno altri 24. 

Dal 2013 al giugno 2017 sono 965 le persone inserite nei programmi di assistenza del progetto “Oltre la strada”, in alcuni casi è prevista anche l’assistenza in strutture protette. Si tratta soprattutto di donne (792 persone, pari all’82% degli assistiti), la forma di sfruttamento più diffusa è quella sessuale (nel 75,6% dei casi), seguita dallo sfruttamento lavorativo (14,7%) soprattutto in agricoltura, edilizia, artigianato e ristorazione. Alta l’attenzione al fenomeno della tratta dei richiedenti asilo, in particolare di donne nigeriane avviate alla prostituzione (che costituiscono il 51,6% delle persone prese in carico dal progetto “Oltre la strada”). Spesso si tratta di ragazze minorenni, sfruttate in case di prostituzione nei Paesi di transito (Niger e Libia) che, all’arrivo in Italia, vengono intercettate dalle reti criminali allo sbarco o nei centri di accoglienza. Per aiutarle, “Oltre la strada” collabora con le Prefetture e con la Commissione territoriale di Bologna per il riconoscimento della protezione internazionale e promuove una costante opera di sensibilizzazione nei Centri di assistenza straordinaria sul territorio. Oltre alle donne nigeriane, anche gli uomini migranti che transitano in Emilia-Romagna possono essere facile preda della criminalità organizzata: quelli provenienti da Pakistan e Bangladesh sono sfruttati soprattutto nei lavori agricoli, mentre i nigeriani nell’accattonaggio e in attività illegali. 

Il progetto “Oltre la strada” prevede attività sul territorio regionale in collaborazione con forze dell’ordine, autorità giudiziarie, servizi sanitari e sociali, enti del Terzo settore, sindacati, enti di formazione professionale. Tra le azioni messe in campo: interventi per l’emersione e l’accoglienza, tutela sanitaria e legale, sostegno psicologico, regolarizzazione, formazione e inserimento lavorativo. I programmi si concludono con la piena autonomia abitativa e lavorativa o con il rientro nel Paese di origine. Inoltre, la Regione promuove gli interventi di prevenzione sanitaria per persone che si prostituiscono attraverso le unità mobili di strada. (lp)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news