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8 febbraio 2017 ore: 11:10
Giustizia

Tratta, giornata mondiale, suor Bonetti: allarme minori nigeriane

"Negli ultimi mesi sono arrivate in Italia 12 mila minorenni nigeriane", denuncia al 'Sir' suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata e presidente dell'associazione Slaves no more, da vent'anni impegnata nella lotta alla tratta: sono t...
Prostituzione, tratta. Nigeriana di spalle - SITO NUOVO

Roma - "Negli ultimi mesi sono arrivate in Italia 12 mila minorenni nigeriane", denuncia al 'Sir' suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata e presidente dell'associazione Slaves no more, da vent'anni impegnata nella lotta alla tratta: sono tra le 50 e le 70 mila le donne costrette a prostituirsi in Italia perche' vittime della tratta. Oggi, 8 febbraio, nelle Chiese di tutto il mondo si celebra la terza edizione della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta (sul sito preghieratratta.org si trovano varie iniziative e materiali), istituita da Papa Francesco nel 2015 su richiesta delle religiose.

Il tema di quest'anno e' "Sono bambini! Non schiavi" per puntare l'attenzione su 30 milioni di bambini nel mondo, di cui il 68% in Africa, vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, lavorativo, servitu' domestica, traffico di organi, pratiche criminali.

Anche in Italia il fenomeno e' in costante aumento ed evoluzione. Cresce infatti la domanda da parte dei clienti, di tutte le eta' e classi sociali, e di conseguenza l'offerta di giovani donne "usa e getta" a prezzi sempre piu' bassi, "fino a 10 euro". "Al mattino le prelevano i trafficanti nei centri - racconta suor Bonetti - e dopo una giornata in strada le riportano la sera, come se fossero in un bed and breakfast". 

Secondo la religiosa informazione e sensibilizzazione sono due priorita': "Le parrocchie possono fare molto, anche perche' il 90% dei clienti sono cattolici. Non dico praticanti ma sono cresciuti in una cultura cattolica. Dobbiamo far emergere i problemi che stanno distruggendo le famiglie". "Se riusciamo a fare in modo che tutte le parrocchie diventino sensibili - afferma - potremo arrivare ad un vero cambiamento di mentalita'. Perche' e' un fatto culturale: sempre piu' gente pensa che si possa comprare tutto, anche il corpo di una persona".
Il focus sul "cliente" e' dunque fondamentale: "Bisogna far capire che anche chi cerca sesso a pagamento e' uno schiavo, perche' diventa una dipendenza, come il gioco d'azzardo. Dobbiamo lavorare tantissimo per creare una cultura del rispetto. E far capire che non e' lecito, perche' queste donne sono schiave". In 20 anni la rete di religiose ha dato un futuro di lavoro e integrazione a 6.000 donne, tolte dalla strada e dallo sfruttamento. (www.agensir.it - Dire)

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