4 dicembre 2013 ore: 14:47
Famiglia

Trenta giovani con disagio sociale ridaranno vita alla barca Lisca Bianca

Lo storico natante ritornerà a navigare per l’inclusione di ragazzi con fragilità sociale. Il progetto è dell’istituto Don Calabria, l’associazione Apriti Cuore onlus e Yam, in collaborazione con l’Istituto penale per i minorenni di Palermo
Barca Lisca Bianca
Barca Lisca Bianca

PALERMO – Lisca Bianca tornerà in mare grazie all’opera di restauro di 30 giovani con disagio sociale. Il progetto “Lisca Bianca. Navigare nell’Inclusione”, è stato presentato questa mattina presso il teatro dell’Istituto penale per minorenni Malaspina di Palermo. La barca storica ebbe il suo ultimo ormeggio a Las Palmas nel 1989 con il ritorno successivamente a Palermo e poi l’abbandono con il progressivo deterioramento che le fece rischiare la demolizione.
Era il 23 settembre 1984 quando i coniugi Licia e Sergio Albeggiani salparono da Porticello a bordo di Lisca Bianca per il loro primo giro del mondo che si concluse, dopo aver percorso oltre trentamila miglia, l’1 agosto del 1987. Entrarono in porto scortati da un corteo di barche piccole e grandi. Il 25 aprile del 1989 erano già pronti per ripetere l’impresa che poi non riuscirono a completare perché di lì a poco, un malore si portò via Sergio Albeggiani a Las Palmas (Canarie).
Adesso, a quasi trent’anni di distanza, l’istituto Don Calabria, l’associazione Apriti Cuore Onlus e Yam, in collaborazione con l’Istituto penale per i minorenni e la Lega Navale, decidono di mettere insieme competenze ed energie per organizzare il recupero e la valorizzazione dell’imbarcazione e della sua storia.

Barca Lisca Bianca 2

Lisca Bianca è stata gentilmente ceduta dalla famiglia Albeggiani che ha sposato con passione il progetto e l’impegno, una volta ristrutturata, di finalizzarne le attività per interventi sociali e per la promozione della cultura marinara.
Lo scopo del restauro è, infatti, il re-utilizzo di Lisca Bianca per attività volte all’integrazione e inclusione sociale di soggetti con fragilità sociale: 10 ragazzi che si trovano all’istituto penale Malaspina, 10 nella comunità di recupero per tossicodipendenti e 10 minori adolescenti che sono in altre comunità e in percorsi di giustizia riparativa. Per loro il mare e la navigazione diventano strumenti educativi e terapeutici, sulla scia di altre esperienze di successo in questo campo. Il progetto ha preso avvio grazie ad un primo supporto economico di Unicredit e di SudFerro e Yam.

“Lo sposalizio con la vela non è nuovo – dice Lucia Lauro dell’associazione Apriti Cuore onlus -. Il progetto ha un significato simbolico perché questa è una barca in brutte condizioni che in molti ci hanno sconsigliato di riparare. La società di oggi sconsiglia pure di operare e di occuparsi dei ragazzi disabili, dei giovani del circuito penale e dei tossicodipendenti perché anche loro sono considerati relitti come la barca. Lisca Bianca è quindi l’occasione per poter dire che noi crediamo nella fatica, nel lavoro e nel fatto che rimettere su la barca significa sostenere e ridare fiducia ai giovani che sono caduti ma che possono rialzarsi”.

“Significa, prendersi cura di qualcosa che a valore e nello stesso tempo significa pure prendersi cura di se stessi e di chi è in difficoltà con l’aiuto di tutti – aggiunge Elio Lo Cascio dell’istituto Don Calabria -. E’ un progetto che si avvale di pochissime risorse e per questo ha bisogno della collaborazione di tutti. I ragazzi hanno voglia di impegnarsi per la società attraverso mestieri che si stanno perdendo e questo ha una valenza importante”.

“Oggi vogliamo andare in controtendenza – sottolinea il presidente di Apriti Cuore Domenico Anastasi -. Diversamente dai barconi dei migranti che purtroppo sono andati alla morte, con questa iniziativa vogliamo andare incontro alla vita che risorga e sia di vero aiuto per tutti i nostri ragazzi come esempio di fraternità, amicizia e di collaborazione degli uni con gli altri”.

“Unicredit crede fermamente in questo progetto – afferma Rita Alù di Unicredit - e si riserva di dare anche un supporto concreto nell’ambito di un’attività di formazione che eventualmente dovesse essere necessaria svolgere nell’ambito di questo gruppo di giovani che lavoreranno su Lisca Bianca. Il nostro programma che è In-formati ha un modulo specifico, infatti, sullo start-up di impresa per diffondere presso le giovani generazioni la cultura di impresa. Quest’ultima serve non soltanto per avviare un’attività imprenditoriale ma anche per offrire al territorio il proprio contributo in maniera autonoma con la consapevolezza del rischio e senza incontrare le difficoltà che tutti i giovani di oggi incontrano”.

“L’iniziativa di questa mattina – afferma l’assessore comunale alle attività sociali Agnese Ciulla - dimostra quanto sia veloce la libera aggregazione dei cittadini e degli enti privati del terzo settore insieme ad altre istituzioni private, rispetto a come la macchina amministrativa e istituzionale può identificare percorsi alternativi. Sono qui per ascoltare e ringraziare rispetto alla volontà di fare delle cose belle. In questo caso il percorso di inclusione parte proprio dalla voglia di riscattare i processi personali difficili attraverso le opportunità di stare insieme e in questo caso l’opportunità di ricostruire pezzi di storia e di vita delle persone”. (set)

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