11 dicembre 2017 ore: 14:55
Giustizia

Tribunale di sorveglianza di Milano a rischio paralisi

Sono ben 23 mila i fascicoli arretrati. Mancano magistrati e personale amministrativo. Gravi le conseguenze: udienze annullate, carceri sovraffollate da detenuti che potrebbero scontare la pena all'esterno ma la loro pratica non viene esaminata. La denuncia degli avvocati delle Camere penali
Tribunale di sorveglianza

MILANO - I fascicoli arretrati da smaltire sono ben 23mila. Il distretto del Tribunale di sorveglianza di Milano (che comprende anche Busto Arsizio, Como, Lecco, Monza, Pavia, Sondrio e Varese) rischia la paralisi. Con gravi ripercussioni per i detenuti. È il Tribunale di sorveglianza che decide, infatti, se un detenuto può essere ammesso alle pene alternative, oppure se una persona libera che viene condannata può scontare le pena fuori o dentro il carcere. Ne va, insomma, della libertà delle persone. Oggi, con una conferenza stampa nel Palazzo di Giustizia di Milano, gli avvocati delle camere penali del distretto hanno denunciato la situazione di stallo in cui si trovano questi uffici giudiziari, causato della mancanza di personale. "Nell'ufficio di Milano su nove magistrati previsti ne mancano tre -spiega Monica Gambirasio, presidente della camera penale milanese-. Mentre il personale amministrativo è sotto organico di 10 persone sulle 43 necessarie. Negli ultimi tre mesi sono state annullate 8 udienze per mancanza di personale".

Non va meglio a Pavia (quattro magistrati in meno rispetto ai 12 previsti). A Como c'è invece un solo educatore sui quattro in organico: "La conseguenza è che le istanze dei detenuti vengono respinte o non valutate per mancanza della documentazione -aggiunge Paolo Camporini, presidente della camera penale lariana-. Vi assicuro che in cella rimangono tante persone che potrebbero scontare la pena fuori, se non ci fossero problemi organizzativi e di personale del tribunale di sorveglianza". Per cercare di far fronte alla situazione di emergenza, l'Ordine degli avvocati ha deciso di promuovere dieci borse di studio semestrali, che serviranno a pagare altrettanti giovani avvocati praticanti che andranno a lavorare negli uffici del tribunale di sorveglianza. Una misura tampone, che non risolve certo il problema di fondo. 

La paralisi del Tribunale di sorveglianza di Milano sta causando anche il sovraffollamento delle carceri del territorio del distretto della Corte d'Appello. I detenuti sono 6.863 (dato aggiornato al 30 novembre), a fronte di una capienza regolamentare di 5.167 posti. "Chiediamo pertanto al Ministero della Giustizia e al Consiglio superiore della magistratura di porre fine a queste disfunzioni - sottolinea Monica Gambirasio -, fornendo i magistrati mancanti dall'organico, con ricorso a procedura straordinaria, ed il personale necessario con assegnazione urgente per il buon funzionamento degli uffici". (dp)

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