9 marzo 2015 ore: 17:04
Economia

Ttip, "l'accordo non è trasparente". La denuncia di europarlamentari e sindacati

Anche l’europarlamentare dei Verdi Molly Scott Cato lo ha scritto sul Guardian, denunciando la sproporzione nella rappresentanza del mondo dell'impresa al tavolo dei negoziati. Da marzo 2014, però, i cittadini si informano grazie ai "leak" pubblicati da osservatori e gruppi parlamentari
Tttip, uomo tra bandiere usa e ue

- MILANO - Un accordo antidemocratico. Così l'europarlamentare dei Verdi Molly Scott Cato ha definito il 4 marzo sul Guardian il Ttip, il “Transatlantic Trade and Investment Partnership”, il partenariato commerciale tra Ue e Stati Uniti. Non c'è trasparenza, secondo l'europarlamentare, visto che i cittadini sono tenuti all'oscuro di quanto sta succedendo. La stessa europarlamentare deve evitare di pubblicare notizie, pena l'accusa di spionaggio internazionale.
Siccome la Commissione europea ritiene che le istituzioni dell'Unione siano sotto tiro, ai parlamentari è stato chiesto di tenere in gran segreto il contenuto delle trattative. Con molta pubblicità, il 7 gennaio 2015 la Commissione ha pubblicato otto documenti del Ttip. Lo ha fatto dopo che l'Ombudsman, il garante europeo dei diritti del cittadini, ha ricevuto a novembre 2014 più interrogazioni di gruppi parlamentari e sindacati con la richiesta di maggiore trasparenza.

L'opinione pubblica ha cominciato a leggere le carte del trattato ben prima. Sindacati e osservatori sulle grandi multinazionali che stanno di casa a Bruxelles in marzo 2014 hanno ricevuto i primi "leak", documenti dall'accesso riservato. Il testo diffuso dagli europarlamentari tedeschi dei Verdi riportava le linee guida del trattato e i confini della negoziazione. Secondo gli autori di questa fuga di notizia due elementi che da soli indicano il rischio insito nel trattato.

"Ciò che si sa è che il 92% [degli incontri, ndr] ha coinvolto i lobbysti delle multinazionali", scrive Scott Cato. Delle 560 lobby incontrate dai promotori dell'accordo, 520 appartenevano al mondo del commercio e della finanzia e solo 26 rappresentavano gruppi di pubblico interesse. Da luglio 2013, quando è cominciato il lungo percorso del Ttip, ci sono stati sette turni di negoziati. Pagati a caro prezzo dai contribuenti di Europa e Usa: un incontro a Bruxelles costa circa 60 mila euro, a Washington 180 mila. "Le negoziazioni del Ttip – prosegue Scott Cato – stanno richiedendo molto tempo in un momento dove il progetto europeo pare minacciato da numerosi fronti: la crisi per il debito, i cambiamenti climatici e la guerra in Ucraina, per dire tre fattori".

Del Partenariato transatlantico tra Europa e Stati Uniti si parlerà sabato 14 marzo dalle 11 alla Fiera Fa' la cosa giusta!, a Fieramilanocity durante l'incontro "Ttip – Il trattato da fermare", organizzato da Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Mosaico di Pace e Campagna Stop Ttip. Intervengono Monica Di Sisto di Fairwatch e Stop Ttip insieme alla giornalista Nicoletta Dentico, di Democratising Global Health e membro del CdA di Banca Etica. (lb)

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