16 ottobre 2017 ore: 17:54
Salute

Tumore al seno, uno studio che scopre perché torna

Uno studio che potrebbe salvare la vita a migliaia di donne. Una ricerca, coordinata dal Memorial Sloan-Kettering cancer center di New York, a cui ha partecipato anche un gruppo di studiosi dell'Alma Mater di Bologna, ha individuato...

BOLOGNA - Uno studio che potrebbe salvare la vita a migliaia di donne. Una ricerca, coordinata dal Memorial Sloan-Kettering cancer center di New York, a cui ha partecipato anche un gruppo di studiosi dell'Alma Mater di Bologna, ha individuato il meccanismo che risveglia il tumore al seno dopo la cura, rigenerando la malattia. Pubblicato su Proceedings of the national academy of sciences (Pnas), una delle riviste di scienza piu' prestigiosa al mondo, lo studio mette in luce un processo nuovo per la genetica dei tumori. In sostanza, si e' scoperto che le responsabili della riattivazione del cancro alla mammella sono le cosiddette nanovescicole, particelle che vengono rilasciate dalle cellule e che, circolando nell'organismo, possono essere catturate da altre cellule.

In particolare, si tratta di nanovescicole cariche di Dna mitocondriale (mtDNA) che, muovendosi all'interno del corpo, trasferiscono il loro genoma nelle cellule dormienti del tumore, favorendone il risveglio. "Ogni cellula, sia essa sana o malata- spiega in una nota dell'Alma Mater di Bologna Pasquale Sansone, coordinatore dello studio- contiene al suo interno due genomi distinti: uno e' racchiuso nel nucleo, l'altro e' presente nei mitocondri", che sono le centrali energetiche delle cellule. Per la prima volta, la ricerca e' riuscita a identificare la presenza del Dna mitocondriale anche all'interno delle nanovescicole. "Le cellule tumorali dormienti- chiarisce Giuseppe Gasparre, docente di Genetica Medica all'Universita' di Bologna e coautore dello studio- mantengono di norma un basso profilo metabolico, dovuto a una diminuita funzione mitocondriale. Con il trasferimento di un Dna piu' efficiente, in arrivo da cellule non tumorali, questa funzione verrebbe pero' risvegliata, scatenando cosi' il processo metastatico e riavviando il tumore".

Dal punto di vista scientifico, la scoperta rappresenta una vera rivoluzione perche' cade il "dogma secondo cui mitocondrio e Dna mitocondriale sono inseparabili". Ma e' una svolta anche dal punto di vista medico, perche' spalanca le porte alle terapie oncologiche personalizzate. In futuro, infatti, analizzando il Dna contenuto nelle nanovescicole dei pazienti, si potranno mettere a punto sistemi puntuali di monitoraggio, intervenendo per mantenere il tumore in uno stadio di dormienza metabolica. Non solo.

"Se la nostra ipotesi e' corretta- sottolinea Sansone- potremmo pensare di trattare le tante malattie legate alla perdita di Dna mitocondriale" utilizzando proprio le nanovescicole cariche di questo genoma ottenute in laboratorio.

(DIRE)

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