1 luglio 2019 ore: 17:15
Salute

Tutto è vita, il borgo diventa hospice per malati terminali

Mezzana, nel comune di Cantagallo a Prato, diventerà un paesino dove potranno trascorrere le ultime fasi della loro esistenza terrena malati inguaribili e le loro famiglie con un accompagnamento sanitario ma anche spirituale all'insegna del dialogo aperto a tutte le religioni

FIRENZE - Quello che sta accadendo a Mezzana, nel Comune di Cantagallo a Prato, è una sorta di miracolo. Il vecchio nucleo di case abbandonato negli anni Settanta viene recuperato e torna a nuova vita grazie alla Comunità dei Ricostruttori nella preghiera che lo sta trasformando nel Borgo Tutto è Vita, un villaggio sostenibile dove vivranno un gruppo famiglie e dove verrà realizzato un hospice speciale. La presentazione è stata fatta oggi in Regione dall'assessore alla presidenza Vitorio Bugli, con la consigliera regionale Ilaria Bugetti, la vicesindaca di Cantagallo Maila Grazzini, e padre Guidalberto Bormolini.

Nel Borgo potranno trascorrere le ultime fasi della loro esistenza terrena malati inguaribili e le loro famiglie con un accompagnamento sanitario ma anche spirituale all'insegna del dialogo aperto a tutte le religioni. E in questo contesto è certamente un gesto significativo quello compiuto dall'Unione buddhista italiana che, nei giorni scorsi, ha deciso di contribuire con 141 mila euro (fondi dell'8 per mille) per sostenere la realizzazione dell'hospice, mentre il presidente dell'Unione è stato anche in visita al Borgo.

 

"L'innovazione si può interpretare anche in modo collettivo – ha detto l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli – Questo è il carattere distintivo e

fondamentale del progetto del Borgo TuttoéVita, che nasce dalla volontà di recuperare uno dei tanti luoghi rimasti abbandonati, fronte sul quale la Regione Toscana peraltro già è molto impegnata. Un progetto che punta su una modalità di innovazione sociale che riparte dalle comunità e anzi, rivitalizza le comunità che ci sono sul territorio col l'aiuto di altre che arrivano. Nel borgo che sta nascendo si mettono in gioco tante persone, associazioni, tante sensibilità dal punto di vista sia religioso sia culturale che insieme danno le gambe a un ragionamento di bellezza e nello stesso tempo di concretezza. Oggi si parla dell'importanza del recupero dei borghi abbandonati: qua si fa davvero. Oggi si parla dell'importanza di accompagnare chi è anziano o chi è affetto da malattie gravi: qua si fa davvero. Un progetto che ha dalla sua anche un'alta valenza ambientale e il valore aggiunto della spiritualità, un progetto che la Regione vuole seguire dandogli anche una mano, e che vuole capire di più perché può essere esempio e modello per altri interventi simili in Toscana, dove diversi sono i borghi abbandonati, può essere dunque la base dalla quale partire per una rete futura". 

 

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