7 settembre 2022 ore: 11:38
Ambiente

Ucraina, Amnesty: “Le attività militari russe alla centrale di Zaporizhzhia mettono in pericolo la sicurezza”

Commentando il rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica sulla visita dei suoi ispettori all’impianto nucleare di Zaporizhzhia, Denis Krivoshreev, vicedirettore delle ricerche di Amnesty International sull’Europa orientale e sull’Asia centrale, ha chiesto “la piena smilitarizzazione dell’impianto nucleare e delle sue immediate vicinanze”

Commentando il rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) sulla visita dei suoi ispettori all’impianto nucleare di Zaporizhzhia, Denis Krivoshreev, vicedirettore delle ricerche di Amnesty International sull’Europa orientale e sull’Asia centrale, ha affermato: “Occupando la centrale di Zaporizhzhia, le forze russe non solo stanno mettendo in pericolo il personale e la popolazione circostante ma stanno anche facendo aumentare i rischi di una catastrofe nucleare nella regione. Collocando le sue forze sul territorio della centrale e nei suoi pressi, la Russia si è assunta la responsabilità primaria delle conseguenze potenzialmente devastanti di un incidente nucleare. Amnesty International chiede, come già fatto ad agosto, la piena smilitarizzazione dell’impianto nucleare e delle sue immediate vicinanze”. 

“Non ci sono solo gli ovvi pericoli derivanti dalla militarizzazione dell’impianto nucleare – continua Krivoshreev -. Un abitante del luogo ci ha riferito che persone ucraine, comprese quelle che lavorano nella centrale di Zaporizhzhia e che i russi sospettano stiano documentando le loro azioni all’interno dell’impianto, sono state sottoposte a brutali rappresaglie: alcune di esse sono state rapite e torturate negli scantinati dell’edificio precedentemente utilizzato dai servizi di sicurezza ucraini”

Il rapporto dell’Aiea cita “la presenza di soldati, veicoli ed equipaggiamento militare della Russia in vari luoghi dell’impianto nucleare, tra cui diversi camion militari al piano terra delle sale turbine 1 e 2 e altri sul cavalcavia che collega i reattori”.  
Il rapporto segnala danni fisici alle strutture dell’impianto causati dalle attività militari nelle vicinanze, compresi i bombardamenti. Fonti locali hanno riferito ad Amnesty International che i danni sono stati causati da colpi di mortaio partiti dalle zone dell’Ucraina occupata dalle forze russe con l’obiettivo di incolpare l’esercito ucraino. Amnesty International non è in grado di confermare queste accuse ma è preoccupata per il fatto che l’Aiea ha confermato i danni causati dai bombardamenti, nelle date indicate specificatamente dalla fonte locale. 

“Il rapporto non ha indicato chi sia responsabile dei danni causati all’impianto ma ha chiesto a entrambe le parti di cessare le attività militari e ha sollecitato ‘l’immediata istituzione di un’area di sicurezza’, intorno alla centrale di Zaporizhzhia”, conclude Amnesty International.
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