10 giugno 2024 ore: 14:06
Società

Ucraina, l'obiettore Sheliazhenko a processo domani: rischia 5 anni

Una rete internazionale di ong accusa Kiev di perseguitare i pacifisti accusandoli di sostenere Mosca. "Riconoscimento del diritto di obiezione di coscienza requisito fondamentale per l'ingresso in Ue"
bandiera della pace

"Profondo disappunto e profonda preoccupazione per le continue persecuzioni nei confronti degli attivisti per la pace e degli obiettori di coscienza, compresa l'incriminazione palesemente arbitraria di Yurii Sheliazhenko, segretario esecutivo del Movimento Pacifista Ucraino" viene espressa in un comunicato congiunto da una rete di organizzazioni della società civile, dall'Europa agli Stati Uniti, passando per l'Africa.

Le organizzazioni firmatarie danno solidarietà alla vicenda di Sheliazhenko, membro del consiglio direttivo dell'Ufficio europeo per l'obiezione di coscienza (Ebco), il cui processo è fissato per l'11 giugno 2024 alle 14.15 (ora di Kiev), presso il Tribunale Distrettuale di Pecherskyi della città di Kiev (caso n. 757/16536/24-k, giudice Oleg Bilotserkivets) e, fanno sapere ancora le organizzazioni, che potrebbe comportare una pena detentiva fino a cinque anni.

Sheliazhenko, continuano le organizzazioni, "ha subito una perquisizione nel suo appartamento il 3 agosto dello scorso anno, e da allora vive agli arresti domiciliari ripetutamente prorogati mentre è indagato dal Servizio di sicurezza ucraino. L'unica accusa che finora è stata resa pubblica nei suoi confronti è che una dichiarazione del settembre 2022 ('Agenda di pace per l'Ucraina e il mondo') da lui rilasciata a nome del Movimento pacifista ucraino 'giustificava l'aggressione russa', nonostante condannasse esplicitamente l'invasione e ogni tipo di guerra.

Il computer e lo suo smartphone di Sheliazhenko - si legge ancora- sono stati sequestrati e, nonostante una sentenza del Tribunale, non sono stati restituiti. L'ulteriore obiettivo di questa persecuzione nei confronti di un pacifista sembra essere quello di ostacolare la sua difesa del diritto di rifiutarsi di uccidere e la sua assistenza legale agli obiettori di coscienza".

Continua la nota congiunta promossa dall'Ufficio europeo per l'obiezione di coscienza (Ebco): "Il ministero della Giustizia ucraino, in risposta a una lettera del Servizio di Sicurezza ucraino (che ha anche pubblicato un comunicato stampa in cui definisce Yurii 'agitatore del nemico'), ha chiesto al Tribunale amministrativo della Regione di Kiev di proibire e sciogliere il Movimento Pacifista Ucraina, organizzazione membro sia dell'Ebco che della Wri".

Pertanto, le organizzazioni scriventi "esortano l'Unione Europea a garantire che il riconoscimento e la piena attuazione del diritto all'obiezione di coscienza, in quanto salvaguardia vitale dei valori e dei principi democratici in tempo di emergenza nazionale causata dall'aggressione russa, saranno considerare una condizione necessaria per l'adesione dell'Ucraina all'Ue durante i prossimi negoziati. Il diritto all'obiezione di coscienza è riconosciuto, tra l'altro, nella Carta dei diritti fondamentali dell'Ue all'articolo 10 - Libertà di pensiero, coscienza e religione. (DIRE)

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