4 marzo 2014 ore: 14:57
Immigrazione

Ucraina, le associazioni in Italia mandano vestiti e cibo

Si teme per la possibile chiusura delle frontiere, ma si confida che la presenza di Stati Uniti e Unione europea allontani la guerra. Intanto una nota del ministero della Difesa ucraino convoca gli immigrati come riservisti in caso di conflitto
Abiti usati accatastati

MILANO – Da Roma a Milano, le associazioni degli ucraini in Italia si mobilitano per dare sostegno ai propri familiari e ai manifestanti che hanno deposto il presidente Viktor Yanukovich. Ad obiettivo raggiunto, l'Ucraina rischia di finire in guerra, dopo l'occupazione russa della Crimea. Così le manifestazioni proseguono: ogni domenica nelle due città più grandi in Italia gli ucraini si trovano sotto la loro ambasciata e sotto quella russa per chiedere una soluzione diplomatica a quella che rischia di diventare una guerra in piena Europa. "Ora che gli Stati Uniti e l'Unione europea si sono schierati sembra che la situazione sia più tranquilla", spiega Lilya Bylik, presidente dell'associazione "Ucraina in Europa" che si occupa di regolarizzare le lavoratrici domestiche. "Non è una questione tra popoli, è una questione politica. È normale che mio nipote, che sta a Mosca, debba venire in Ucraina per uccidermi? È assurdo", aggiunge la presidente dell'associazione ucraina. La storia di Russia e Ucraina vista dalla presidente di "Ucraina in Europa" è troppo intrecciata per provocare un conflitto. "Noi volevamo solo cacciare un parlamento di ladri e ora ci ritroviamo invasi da Putin", aggiunge.

Vestiti, cibo, fino a che non è scoppiata la rivolta vera e propria anche qualche soldo. È quanto le associazioni degli ucraini di Roma e Milano hanno mandato a Kiev fino a che hanno potuto. Ora tutto è più complicato: da Milano sono riusciti solo a mandare qualche scatola di viveri. "C'è il rischio che vengano chiuse definitivamente le frontiere", spiega Matteo Cazzulani, responsabile del PD milanese per i rapporti con l'Ucraina e le relazioni con i Partiti democratici e progressisti nel Mondo. È stato tra i promotori delle manifestazioni pro Maidan, a cui hanno partecipato ucraini milanesi provenienti sia dalla zona filorussa, che da quella occidentale più nazionalista. "Dal Ministero della Difesa ucraino è stata diramata una nota che mette chiama gli immigrati come riservisti dell'esercito", aggiunge Cazzulani. Il dato è minoritario rispetto al grosso dell'immigrazione da Kiev all'Italia, soprattutto femminile. Ma potrebbe capitare, nei prossimi mesi, che degli immigrati ucraini siano costretti a lasciare l'Italia per imbracciare le armi. (lb) 

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