23 febbraio 2022 ore: 12:25
Società

Ucraina, Reginella (autrice): crea malessere un Donbass "fantasma"

"Laggiù il conflitto c'è da otto anni, la gente non ha mai smesso di morire". Le parole della psicoterapeuta Sara Reginella contattata dall'agenzia Dire dopo l'uscita del suo libro "Donbass, la guerra fantasma nel cuore d'Europa', edito da Exorma"

ROMA - "Sui nostri media si parla tanto della guerra nel Donbass, nell'Ucraina orientale, ma laggiù il conflitto c'è da otto anni, la gente non ha mai smesso di morire. E' normale che ogni paese o schieramento sostenga la propria propaganda, ma sul Donbass interi fatti sono stati ignorati dalla maggior parte della stampa italiana e occidentale. Quando se ne è parlato, si è cercato di alimentare la paura verso un nemico. Questo, oltre a non contribuire alla pace, danneggia la salute mentale delle persone perché alimentare la paura spegne la ragione". Parla con cognizione Sara Reginella, psicoterapeuta oltre che documentarista. L'agenzia Dire la contatta dopo l'uscita del suo libro "Donbass, la guerra fantasma nel cuore d'Europa", edito da Exorma. L'opera nasce dai suoi viaggi nel Donbass dall'esigenza di provare a guardare ai fatti con onestà e completezza. Un lavoro di informazione che Reginella non slega dalla professione clinica, soprattutto dopo due anni di pandemia: "Il virus ha insinuato una fortissima paura nelle persone- avverte l'esperta- che così diventano più facilmente manovrabili. Osservo ciò nel conformismo, che deriva da un radicato timore ad andare controcorrente manifestando un pensiero che vada oltre quello che dice la maggioranza. Cerco di aiutare le persone a superarla e esprimere ciò che pensano".

Nel caso delle tensioni che si registrano nell'Europa orientale, secondo l'autrice "siamo immersi in una realtà che ci presenta la Russia come il nemico. Ma questo è un racconto parziale e mistificato che non ci aiuta a capire quali siano i meccanismi più complessi alla base delle divisioni geopolitiche e degli interessi economici".

A partire dalle nuove sanzioni contro Mosca a cui in queste ore stanno lavorando i paesi del Vecchio continente: "Ci rendiamo conto di quali saranno le ricadute economiche per le nostre società ?" si domanda Reginella.

Riflessioni nate quando nel 2014 la psicoterapeuta si imbatté per la prima volta nei filmati dei bombardamenti aerei sul Donbass, causa di migliaia di morti anche tra i civili: "Non li vedevo sui nostri media e quando li mostravo, molte persone non credevano che quel conflitto fosse reale. Così nel 2015 e nel 2016 andai nel Donbass, dovevo capire cosa stava accadendo. Fu incredibile rendermi conto di come le informazioni possano essere utilizzate e occultate, quando non si vuole dare attenzione a certi temi. E questo riguardava la rivolta popolare delle popolazioni del Donbass che videro nell'avvicendamento del governo di Kiev un colpo di stato, e vollero ribellarsi. I raid dell'estate 2014 furono terribili e colpirono coloro che vengono chiamati 'terroristi'- evidenzia la documentarista- un termine molto usato in questa epoca".

La documentarista visitò "zone che erano appena state liberate, ho visto macerie fumanti, segno di scontri fortissimi tra le milizie del Donbass e l'esercito ucraino. La gente mi raccontò dei morti e dei feriti, di mesi che avevano trascorso nascosti nei rifugi e nelle cantine durante gli scontri. Ho visto i campi profughi".

I video che Reginella vide sono disponibili sulle piattaforme russofone a partire da Rutube, lo Youtube russo. Portali che la documentarista invita a consultare "se vogliamo avere una visione lucida dei fatti bisogna integrare le notizie, leggendo le testate di tutte le parti coinvolte: dalla Bbc a Russia Today". Un lavoro necessario, senza il quale "non ci accorgiamo che viviamo in un mondo scisso: da otto anni porto avanti una mia battaglia per informare sulla guerra fredda in atto. Visioni parziali della realtà favoriscono un malessere generale. Come psicoterapeuta, lo posso confermare". (DIRE)

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