10 novembre 2022 ore: 12:19
Famiglia

Ucraina, Soleterre apre una casa per famiglie nell'oblast di L'viv

Fondazione Soleterre, organizzazione presente in Ucraina dal 2003, annuncia l'apertura di nuova struttura di accoglienza a Neslukhiv, nell'oblast di L'viv (Leopoli), nell'ovest del Paese. L'inaugurazione avrà luogo domenica 20 novembre...

ROMA - Fondazione Soleterre, organizzazione presente in Ucraina dal 2003, annuncia l'apertura di nuova struttura di accoglienza a Neslukhiv, nell'oblast di L'viv (leopoli), nell'ovest del Paese. L'inaugurazione avrà luogo domenica 20 novembre alle ore 12 in via Naukova, 2.

Come riferisce l'ong in una nota, il progetto è nato in collaborazione con il proprio partner ucraino Fondazione Zaporuka e con il contributo di Fondazione Rosa Pristina e Fondazione Prosolidar, con lo scopo di ospitare famiglie di profughi provenienti da zone occupate e distrutte dall'esercito russo (Donbass, Kharkiv, Kherson) che hanno perso ogni bene e accolti in questi mesi dalla comunità locale.

Grazie ai lavori di demolizione e riqualificazione di un ostello dismesso nel comune di Neslukhiv, avviati nell'agosto scorso, Soleterre ha creato una struttura capace di accogliere oggi 30 famiglie - tra di loro alcune con bambini malati di cancro, persone disabili e anziani - che potranno alloggiare in appartamenti autonomi con cucina, camera e bagno, da destinare a un totale di circa cento persone, con l'intento di restituire loro dignità e un luogo in cui preservare la propria identità.

Il progetto prevede, inoltre, il supporto economico e psico-sociale di cui hanno bisogno per far fronte alla devastazione emotiva e materiale che stanno sperimentando. All'interno della struttura sono stati ricavati anche un ambulatorio per le visite mediche e per il supporto psicologico continuativo, oltre a spazi verdi con scivoli e giochi per bambini.

Damiano Rizzi, presidente di Fondazione Soleterre, nella nota dichiara: "Costruire una casa mentre piovono bombe è un modo per fare vincere la vita contro la morte. Oltre che un atto concreto di pace che riporta oltre un centinaio di persone che non hanno più un tetto sopra la testa a tornare a vivere da esseri umani".

Rizzi ribadisce quanto sia "fondamentale ricreare un ambiente di vita consono soprattutto per i bambini, così da aumentare la loro capacità di riprendersi dal trauma della perdita. Spesso, nella distruzione delle loro case, hanno perso familiari e amici. La guerra, come vedono ogni giorno i nostri psicologi in Ucraina, distrugge soprattutto i legami familiari e sociali e per quasi il 70% dei bambini significa fare i conti tutti i giorni con tristezza, paura, rabbia e preoccupazione. Una struttura d'accoglienza, dove la condivisione e il mutuo supporto sono cruciali, diventa un fattore protettivo da cui ripartire" conclude il presidente. (DIRE)

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