Ue, documento dei presidenti: 'Più Europa per le sfide del futuro'
Roma - "Noi, Presidenti della Camera dei Deputati italiana, dell'Assemble'e nationale francese, del Bundestag tedesco e della Chambre des De'pute's del Lussemburgo, che detiene attualmente la Presidenza del Consiglio dell'UE e della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell'UE, siamo convinti della necessita' di dare nuovo slancio all'integrazione europea. In qualita' di Presidenti di assemblee parlamentari nazionali, i cui membri rappresentano la volonta' popolare manifestata attraverso elezioni democratiche, ci impegniamo a contribuire a questo processo e a valorizzare l'imprescindibile ruolo dei parlamenti'. Cosi' il testo firmato oggi a Roma della dichiarazione "Piu' integrazione europea: la strada da percorrere" dai presidenti Laura Boldrini (Camera dei Deputati), Norbert Lammert (Bundestag), Claude Bartolone (Assemble'e nationale) e Mars Di Bartolomeo (Chambre des De'pute's).
'Riteniamo- scrivono i presidenti delle assemblee parlamentari- che sia necessaria piu' e non meno Europa per far fronte alle sfide che incombono internamente ed esternamente. Non vi e' dubbio che l'Unione Europea e la sua evoluzione siano state un grande successo. I suoi obiettivi originari di progetto di pace e diffusa prosperita' nell'Europa intera non sono oggi meno attuali di quanto lo fossero al momento della firma del Trattato di Roma nel 1957. Inoltre, l'Unione, uno spazio economico di rilevanza globale, in cui sono garantiti democrazia, liberta' fondamentali, diritti e sicurezza, ha esercitato e continua ad esercitare una grande influenza politica a livello globale'.
L'Unione Europea, tuttavia, 'si trova oggi ad affrontare sfide straordinarie: la piu' grave crisi che coinvolga rifugiati e migranti dalla Seconda Guerra mondiale, la minaccia di un cambiamento climatico irreversibile, una crescita insufficiente e alti tassi di disoccupazione, disuguaglianze in aumento con poverta' e privazioni materiali in molti Stati membri, crisi economica e finanziaria, criminalita' e terrorismo internazionali, sullo sfondo di una percepita incapacita' di rispondere alle preoccupazioni e ai bisogni dei cittadini. Cio' concorre alla crescente disaffezione degli elettori, all'intolleranza verso migranti e altre minoranze e al risentimento nei confronti delle istituzioni nazionali ed europee, mettendo a repentaglio la coesione sociale'.
Malgrado 'le significative riforme attuate negli ultimi cinque anni, tali problematiche- aggiungono i presidenti dei parlamenti- hanno fatto emergere alcune criticita' nella costruzione e nel funzionamento dell'Unione Economica e Monetaria, evidenziando la necessita' di avanzare risolutamente sulla strada dell'integrazione politica europea. Saranno necessari coraggio e pragmatismo per procedere verso una condivisione di sovranita' a livello europeo'.
Laura Boldrini (Camera dei Deputati), Norbert Lammert (Bundestag), Claude Bartolone (Assemble'e nationale) e Mars Di Bartolomeo (Chambre des De'pute's) spiegano che 'agendo da solo nessun paese europeo puo' tutelare efficacemente i propri interessi in un mondo globalizzato e far fronte alle sfide in Europa e nel resto del mondo.
Nostro obiettivo comune e' un'Unione europea piu' forte e integrata, come affermato nel Trattato sull'Unione Europea. I nostri cittadini- aggiungono- hanno bisogno di un'Europa piu' forte, di un progetto basato sul rispetto dei diritti fondamentali e della dignita' umana e sui principi dello stato di diritto, dell'economia sociale di mercato, della coesione economica e sociale, della solidarieta' tra gli Stati membri e della crescita sostenibile. La nostra priorita' per l'immediato futuro deve essere dare risposte ai bisogni dei cittadini, formulando politiche efficaci a livello nazionale e dell'UE, al fine di stimolare la crescita, la competitivita' e l'occupazione, in particolare dei giovani, combattendo, allo stesso tempo, l'esclusione sociale e la discriminazione e promuovendo la giustizia e la protezione sociali'.
I presidenti dei parlamenti, aggiungono: 'I nostri partner vogliono un'Europa piu' forte per affrontare la grave instabilita' che circonda il nostro continente - con i Paesi del vicinato in subbuglio, a sud come a est. E' evidente che quando l'Europa agisce, come nel caso della mediazione per lo storico accordo con l'Iran, puo' svolgere un ruolo di grandissimo rilievo. In un mondo globalizzato, l'Europa puo' essere protagonista se parla e agisce come soggetto unitario. Riteniamo che sia necessaria una maggiore integrazione politica. È necessaria una maggiore integrazione politica - in linea con il principio di sussidiarieta' - per superare i punti di intrinseca debolezza in seno all'Unione Europea e all'Unione Economica e Monetaria e dotare l'Europa della visione e progettualita' necessarie per evitare di procedere a tentoni da un'emergenza ad un'altra. Tali debolezze sono state messe in evidenza dalla gestione della crisi economica e finanziaria, compreso il caso della Grecia, e dal rischio reale di produrre una 'generazione perduta' in alcuni Stati membri, nonostante la ripresa'.
'Il momento attuale- spiegano i presidenti delle assemblee nel documento sottoscritto- offre l'opportunita' di progredire sulla strada dell'integrazione politica europea, che potrebbe condurre ad una unione federale di Stati. Una piu' forte integrazione permettera' inoltre al nostro continente di affrontare con successo problemi globali, quali gli sfollamenti forzati e i flussi migratori crescenti, il cambiamento climatico, il diffondersi di conflitti e terrorismo, l'instabilita' sui mercati monetari e finanziari, la concorrenza delle economie emergenti e la necessita' di diversificare e coordinare le fonti energetiche. Il processo di integrazione attualmente in corso non dovrebbe essere limitato alla sfera della politica economica e finanziaria, al mercato interno e alla politica agricola. Al contrario, dovrebbe includere tutte le materie attinenti all'ideale europeo, la dimensione sociale e culturale, nonche' la politica estera, di sicurezza e difesa. Per rispondere meglio alle preoccupazioni dei cittadini, i rappresentanti dei popoli nei Parlamenti nazionali devono anche spiegare piu' chiaramente ai propri cittadini come operano le istituzioni europee e illustrare quali sono le prospettive dell'Unione nel medio e lungo periodo'.
Riteniamo, aggiungono i presidenti, 'che siano necessari un rafforzamento dell'Unione Economica e Monetaria (UEM) e della sua dimensione sociale. Riteniamo di dover completare l'UEM creando un'autentica unione finanziaria e fiscale, ma dobbiamo anche rafforzare le istituzioni di controllo e operare per garantire reale trasparenza e legittimita' democratica, creando cosi' la stabilita' e la prosperita' cui aspirano i cittadini dell'Eurozona. E' necessaria maggiore ambizione per realizzare un'UEM effettiva e pienamente funzionante, anche rafforzando ulteriormente la dimensione sociale e introducendola a tutti i livelli nell'assetto di governo dell'Uem'.
'Accogliamo quindi con favore, come base per una futura discussione- scrivono i presidenti della Camera dei Deputati, del Bundestag), dell'Assemble'e nationale e della Chambre des De'pute's- l'iniziativa congiunta dei Presidenti della Commissione europea, del Consiglio europeo, del Parlamento europeo, dell'Eurogruppo e della Banca Centrale europea avente ad oggetto la riforma dell'UEM. In questo contesto, andrebbe perseguito il trasferimento di maggiori poteri alle istituzioni dell'UE. In vista di questo obiettivo, e' necessario un ruolo piu' ampio dei parlamenti nazionali nel processo decisionale dell'UE. Riteniamo che sia necessaria maggiore aderenza alla visione dei padri fondatori. Come nella visione dei padri fondatori dell'Unione Europea, e' essenziale che i Paesi dei Presidenti firmatari della presente Dichiarazione, insieme a tutte le forze che danno impulso al processo di integrazione europea, mantengano la consapevolezza della propria speciale responsabilita' storica. I nostri Paesi, che hanno gli stessi obblighi e gli stessi diritti di tutti gli altri Stati membri dell'UE, hanno il dovere, sulla base della decennale esperienza nella costruzione del progetto europeo, di dare nuovo slancio al processo di integrazione'.
Laura Boldrini, Norbert Lammert, Claude Bartolone e Mars Di Bartolomeo concludono: 'Poiche' tutti i Parlamenti nazionali degli Stati membri dell'UE hanno un contributo da dare e svolgono effettivamente un ruolo di primo piano, pensiamo che possano essere organizzate altre iniziative successive per presentare la presente Dichiarazione congiunta e avviare un dibattito su proposte concrete volte a rafforzare l'Unione, a cominciare dalla prossima Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti dell'Unione Europea, che si terra' a Lussemburgo nel maggio 2016. La presente Dichiarazione e' aperta alla firma dei Presidenti di tutte le assemblee parlamentari degli Stati membri dell'UE e sara' trasmessa alle istituzioni dell'Unione europea'.
(DIRE)