16 marzo 2019 ore: 12:15
Società

Un altro Sud. La sfida del terzo settore parte dalla formazione

L'approfondimento settimanale del Giornale Radio Sociale è dedicato al progetto Formazione quadri terzo settore promosso da Forum del terzo settore, CSVnet e Fondazione con il Sud. Coleti (Arci):"Ribaltare la prospettiva di un Sud senza risorse e sviluppare soluzioni nuove per affrontare problematiche storiche"
Mezzogiorno, cartello sud

ROMA - “Ribaltare la prospettiva di un Sud povero e senza risorse e provare a sviluppare soluzioni nuove per affrontare problematiche storiche”. È questa la sfida lanciata dal progetto Formazione quadri terzo settore, iniziativa dedicata agli enti di terzo settore delle regioni del Sud Italia promossa dal Forum del terzo settore e CSVnet e sostenuto dalla Fondazione con il Sud. A spiegarlo ai microfoni del Giornale radio sociale per il consueto approfondimento settimanale, Grs Week, è Francesca Coleti, di Arci e progetto Formazione quadri terzo settore (Fqts). 

Povertà, disoccupazione e emigrazione giovanile sono le grandi questioni sociali che riguardano il Mezzogiorno. Dei 4 milioni e mezzo di poveri presenti in Italia oltre 2, infatti, vivono al Sud e soltanto dieci anni fa erano la metà. Per questo è necessario pensare ad un Mezzogiorno saldamente agganciato all’Europa e all’economia di tutto il Paese. In questa prospettiva si inserisce la Formazione quadri terzo settore. “Un percorso di formazione che nasce per contribuire al consolidamento e al rafforzamento del Terzo settore meridionale, attraverso la crescita delle competenze e la costruzione di reti e relazioni di fiducia tra le persone e tra le organizzazioni”. 

Giunto alla sua XI edizione, il modello Fqts è preso come modello di formazione innovativa anche all’estero e in dieci anni ha raggiunto oltre 25 mila destinatari, in rappresentanza di 3 mila organizzazioni di terzo settore in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Un sorta di laboratorio di pratiche e politiche innovative del superamento delle tradizionali barriere Nord-Sud, come spiega Mauro Giannelli, coordinatore del progetto. “Non affrontiamo la questione meridionale nell’ottica rivendicativa - spiega Giannelli ai microfoni del Grs - ma vogliamo affrontare questa questione come una buona pratica e contaminare in maniera positiva tutto il territorio nazionale”.

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