24 febbraio 2014 ore: 14:53
Disabilità

Un dizionario della lingua dei segni per 24 paesi

Presentato oggi a Venezia “Spread the Sign”, il vocabolario on line che mette a disposizione 200mila tra vocaboli, espressioni e numeri, di cui 10 mila nella Lis. Uno strumento utile a chi va all’estero per lavoro, studio ma anche turismo
Lingua dei segni. Mani

VENEZIA – Quando ci si reca all’estero, per lavoro, per studio o per turismo, non è facile comunicare se non si ha padronanza della lingua. Lo stesso vale per chi utilizza la lingua dei segni. Prenotare una stanza, ottenere informazioni, chiedere indicazioni, ma anche ordinare un pranzo o comprare un biglietto possono rappresentare delle vere sfide impossibili. Da oggi, però, la barriera linguistica crolla grazie a uno strumento web che consente di imparare i segni in 24 lingue.

Il dizionario on line si chiama Spread the Sign ed è consultabile nel sito http://www.spreadthesign.com/it. L’utilizzo è semplice: è sufficiente inserire la parola o la frase che si vuole tradurre e poi selezionare la lingua desiderata. Sullo schermo apparirà un video in cui un interprete ne mostrerà la traduzione. Sono oltre 200 mila i video già online con segni di parole, frasi di uso comune e numeri, di cui 10mila nella lingua italiana dei segni. Ma l’aggiornamento è costante. “Il dizionario LIS più grande in Italia comprende 3mila segni – evidenzia Gabriele Caia, collaboratore esperto linguistico di Lingua dei segni italiana e traduttore per “Spread the Sign” -, mentre oggi parliamo di 10mila segni italiani in un solo colpo resi disponibili nel web, con la prospettiva di arrivare a 15mila nel giro di tre anni”. “Solo l’immaginazione può fissare i limiti all’uso di questo dizionario multilingue”, ha aggiunto Thomas Lydell-Olsen, coordinatore del progetto.

Il video-dizionario, presentato oggi dall’Università Ca’ Foscari di Venezia alla presenza delle delegazioni di 15 paesi, nasce grazie a un progetto internazionale che riunisce interpreti e studiosi, grazie anche al supporto dalla Commissione Europea attraverso l’ufficio per il Programma internazionale svedese di educazione e formazione. La sezione italiana è stata realizzata da un team di linguisti e interpreti del Dipartimento di studi linguistici e culturali comparati dell’ateneo veneziano. “Siamo orgogliosi di essere i partner italiani del progetto: è un riconoscimento internazionale che premia la qualità del lavoro svolto in 15 anni di didattica e di ricerca sulla Lis” ha riferito Anna Cardinaletti, direttrice del Dipartimento e coordinatrice del progetto per l’Italia.

La presentazione ufficiale ha fornito anche l’opportunità per sollecitare una maggiore presa di coscienza sul ruolo e l’importanza della Lis. Lo ha ribadito Lisa Danese,  supervisor di “Spread the Sign” per l’Italia: “È un progetto della cui importanza forse non ci rendiamo conto, perché è anche grazie alla realizzazione e alla diffusione di progetti come questi che si sensibilizza l’opinione pubblica sull’urgenza del riconoscimento della Lis come lingua di minoranza”. Piero Samueli, consigliere nazionale  dell’Ente nazionale sordi, ha salutato con favore “l’ingresso dell’Italia in un progetto di ambizione mondiale, nonostante i parlamentari non sembrano voler considerare la LIS come meriterebbe”. (gig)

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