26 febbraio 2013 ore: 12:57
Non profit

Un parlamento un po’ più ''sociale'': ecco gli eletti del terzo settore

Della nutrita truppa di candidati dirigenti del non profit entrano tra gli altri Olivero, Boldrini, Marazziti, Marino, Marcon, Fossati, Beni e Patriarca. Comunità di Sant'Egidio verso tre parlamentari
Augusto Casasoli/A3/Contrasto Manifesti elettorali strappati, elezioni

ROMA – Il grande equilibrio, la rivoluzione grillina, il mancato successo di alcune liste (Scelta civica con Monti, Sel e Rivoluzione civile) sembrano aver penalizzato molti dei candidati che da dirigenti del non profit avevano deciso di mettersi in gioco in occasione di queste elezioni politiche. La nostra Agenzia ne aveva individuati circa 25, quelli più esposti e con ruoli di maggiore visibilità. Vediamo come sono andati, regione per regione.

Dal Piemonte, approda in Parlamento l'ex presidente delle Acli Andrea Olivero, in lista con Monti al Senato. Passa anche Edoardo Patriarca, ex portavoce del Forum terzo settore e presidente dell'Istituto italiano della donazione, candidato alla Camera con il Pd. Rieletto anche l'ex presidente delle Acli, predecessore di Olivero, e parlamentare uscente Luigi Bobba (sempre con il Pd). Infine, scranno conquistato alla Camera anche da Davide Mattiello, braccio destro di don Ciotti al Gruppo Abele e referente regionale di Libera Piemonte (anche lui Pd).

In Lombardia, in bilico Ilaria Borletti (presidente Fai), mentre entra Mario Sberna (ex presidente Associazione famiglie numerose), entrambi in lista con Monti. Entra in Parlamento anche Ernesto Preziosi,  ex vicepresidente Associazione cattolica e direttore dell’Istituto Toniolo, candidato con il Pd alla Camera.

In Veneto, promozione sicura per Giulio Marcon, ex portavoce della campagna Sbilanciamoci, che era n. 2 alla camera dietro Vendola e primo dei non eletti. Il leader di Sel ha sempre affermato di optare per il seggio pugliese, lasciando così il posto proprio allo stesso Marcon. 
In Trentino, nulla da fare per Fabio Pipinato, ex direttore di Unimondo, candidato nella Scelta civica con Monti alla Camera.

Ce la fa in Emilia Romagna Luigi Marino, ex presidente di Confcooperative. Marino era in lista con Scelta civica Monti al Senato. Nella stessa regione restano fuori, invece, Bruno Molea (lista Monti), presidente dell’Aics, e Pasquale Pugliese, fondatore del Movimento nonviolento, in lista con Sel alla Camera.
In Toscana entrano in Parlamento due esponenti di spicco del sociale. Si tratta di Filippo Fossati, presidente della Uisp nazionale, e Paolo Beni, presidente dell’Arci nazionale. Entrambi sono stati eletti col Partito Democratico alla Camera dei deputati. Resta invece fuori dal Parlamento Flavio Lotti, candidato con la lista di Ingroia alla Camera, organizzatore della Marcia per la pace Perugia-Assisi e per 16 anni coordinatore della Tavola della Pace.

Successo nel Lazio per Mario Marazziti, portavoce della Comunità di Sant'Egidio, eletto come capolista alla Camera nella lista Scelta civica con Monti. Niente da fare invece, sempre nella lista montiana, per Gianni La Bella, amministratore della Comunità di S.Egidio, e per Mario Giro, responsabile relazioni internazionali sempre di S.Egidio, entrambi in lista alla Camera. Ce l’ha fatta invece Ileana Argentin, ex assessore romano e deputata uscente, in lista con il Pd.
In Abruzzo, niente da fare per il giornalista ed ex presidente della Fnsi Roberto Natale, candidato al Senato con Sel. Lo stesso Natale, ha visto svanire il seggio anche nell’altra regione in cui era candidato: l’Umbria.

In Campania, niente da fare per Sergio D’Angelo, ex assessore alle Politiche sociali del comune di Napoli, presidente del gruppo di imprese sociali Gesco e vicepresidente nazionale di Legacoopsociali. D’Angelo era il lista con Rivoluzione civile di Ingroia. In bilico invece il già citato Mario Giro: è in lista con Monti ed è il primo dei non eletti. Dovrà attendere la decisione di Casini e sperare che il leader Udc opti per un seggio in un’altra regione (Basilicata?). In questo caso farebbe parte della piccola pattuglia di tre parlamentare provenienti dalla Comunità (insieme a Marazziti e alla Fattorini, v. Basilicata)

Niente da fare in Puglia anche per Stefano Leoni, ex presidente del Wwf, in lista anch’egli con Rivoluzione civile alla Camera. E sempre in Puglia disco rosso per Rita Cutini, docente di Servizio sociale e persona vicina alla Comunità di S.Egidio, per la quale ha pubblicato anche il volume “Viva gli anziani”. La Cutini era in lista con Scelta civica con Monti alla Camera. In Basilicata, invece, un seggio è andato a Emma Fattorini, storica dei movimenti religiosi alla Sapienza e legata alla Comunità di S.Egidio. La Fattorini era capolista al Senato per il Pd.

In Calabria, porte chiuse al Parlamento per Gabriella Stramaccioni, ex coordinatrice nazionale di Libera, candidata con Rivoluzione civile alla Camera, e per Katia Stancato, ex portavoce del Forum Terzo settore Calabria, in lista con Monti al Senato.

In Sicilia è stata eletta con Sel al Senato la portavoce dell’Unhcr in Italia, Laura Boldrini. Boldrini che era capolista anche nelle Marche, ma sembra che opti proprio per il seggio siciliano, lasciando via libera alla seconda arrivata in terra marchigiana. Sempre in Sicilia, ce l’ha fatta Flavia Nardelli, segretaria generale dell’Istituto Luigi Sturzo, capolista Pd alla Camera. Resta fuori invece Franco La Torre, presidente di Flare e in lista alla Camera con Rivoluzione civile.

In Sardegna, eletto senatore Luigi Manconi, quarto in lista nel Pd (che prende proprio 4 seggi). Ex parlamentare, Manconi e il presidente dell'associazione  "A buon diritto".

Tra i candidati sociali, per finire, vale la pena citare anche Annalisa Minetti, bronzo paralimpico a Londra e personaggio conosciuto anche nel mondo dello spettacolo. La Minetti, nonostante la notorietà, rimane fuori dal Parlamento dopo essere stata in lista alla Camera nel Lazio con Monti. (daiac)

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