30 ottobre 2017 ore: 12:49
Disabilità

Un rosone da toccare: l'arte sacra diventa accessibile a tutti

Uno dei simboli dell’arte barocca, riprodotto in resina, diventa parte del Museo diocesano di Lecce. Presenti anche audiodescrizioni e materiali su supporto cartaceo ad alta leggibilità. Riprodotti a grandezza naturale anche cherubini e fiore di melograno
Rosone Santa Croce Lecce
Rosone Santa Croce Lecce

LECCE - Il meraviglioso rosone della Basilica di Santa Croce a Lecce, che cattura l’attenzione appena si passa davanti alla chiesa, si può ora toccare con le proprie mani. Un risultato reso possibile grazie alla riproduzione tattile di questo simbolo della città, risultato finale del progetto “Arte per tutti”, promosso dall’associazione Poiesis con il sostegno della Fondazione Megamark nell’ambito del bando ‘Orizzonti solidali’ - Edizione 2016, vinto da Poiesis. Da oggi dunque, chi entra a visitare il Museo diocesano di arte sacra di Lecce, in piazza del Duomo, può anche fruire della riproduzione tattile in scala del rosone realizzata in resina - materiale resistente e adatto alla riproduzione di dettagli - dal museo tattile statale Omero di Ancona e dunque fruibile anche dalle persone cieche. La riproduzione del rosone è affiancata da tre dei numerosi dettagli presenti, quelli che appaiono più significativi: due cherubini e un fiore di melograno, realizzati invece a grandezza naturale in pietra leccese dalla cooperativa artigiana locale Kaleidos. La fruizione è garantita dalla presenza di audio descrizioni, al momento solo in lingua italiana ma presto disponibili anche in inglese, a cura di professionisti esperti seguendo le linee guida internazionali (Adlab) e dalla tecnologia beacons, a cura di Arte Amica, e QRcode. Presente anche il materiale descrittivo su supporto cartaceo, progettato in formati accessibili ad alta leggibilità, in accordo con le linee guida attualmente in discussione presso l’International Organization for Standardization (Iso).

 “Il progetto è stato realizzato anche con la collaborazione attiva di due persone con disabilità visiva – spiega Federica Legittimo, coordinatrice del progetto per Poiesis -; ha visto una fase di preparazione avviata ad aprile scorso con una serie di appuntamenti formativi sul tema di accessibilità e inclusione, allargando così il processo di costruzione del prototipo del rosone a esperti in accessibilità dell’arte, in riproduzioni tattili di beni culturali e ad artigiani specializzati nella lavorazione della pietra leccese”. La realizzazione della riproduzione tattile è diventata così oggi un’opportunità per la cittadinanza e per gli operatori del settore di acquisire tecniche e conoscenze per comprendere questo processo, e allargare la produzione di materiali accessibili di qualità a persone cieche e ipovedenti. Questo in un’ottica che guarda al futuro, nella logica di estendere sempre più l’accessibilità dell’arte, rendendola quanto più possibile inclusiva. Il Museo diocesano di arte sacra in Piazza Duomo, che ha dunque acquisito la riproduzione del rosone nella sua collezione permanente, è visitabile dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 20.00. Numerosi i partner che hanno collaborato al progetto insieme a Poiesis, da anni impegnata sul territorio in progetti sull’accessibilità: il Museo Tattile Statale Omero, l’Arcidiocesi di Lecce, il Musa - Museo Storico-Archeologico dell’Università del Salento, il Centro Italiano Tiflotecnico, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Sezione di Lecce, il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, Arte Amica, Kaleidos e Arci Lecce. (sm) 

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