21 settembre 2022 ore: 14:28
Immigrazione

Unhcr e Unicef: 234 mila rifugiati ucraini assistiti nei 36 "blue dot hubs" di 7 Paesi

Dall'escalation della guerra in Ucraina, sono circa 234 mila i rifugiati ucraini che hanno potuto usufruire dei servizi di protezione e supporto forniti dai 36 "Blue Dot Hubs" istituiti dall'Unhcr e dall'Unicef in 7 Paesi europei. E per dare informazioni anche tramite i social media, ecco lanciato anche un "Digital Blue Dot"
© UNICEF/UN0627016/Jones/AFP Ucraina, bambini su un treno. (Foto Unicef)

ROMA - Dall'escalation della guerra in Ucraina, circa 234 mila rifugiati ucraini hanno potuto usufruire dei servizi di protezione e supporto forniti dai 36 "Blue Dot Hubs" istituiti dall'Unhcr, l'Agenzia Onu per i Rifugiati, e dall'Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia, in sette Paesi.

I "Blue Dot" sono spazi sicuri attrezzati per fornire informazioni, consulenza, servizi per la salute mentale e supporto psicosociale, assistenza legale e servizi di protezione per i rifugiati. I Blue Dot nascono con l'obiettivo di fornire assistenza a tutti i rifugiati, con un'attenzione specifica ai minorenni, alle persone con disabilità o con esigenze mediche specifiche, agli anziani, a persone che potrebbero essere vittime di tratta, sopravvissute/i alla violenza e a rifugiati della comunità LGBTQI+.

Le persone con esigenze specifiche o particolarmente vulnerabili possono essere identificate e indirizzate a servizi specializzati. I "Blue Dot" hanno anche lo scopo di identificare e sostenere i minori non accompagnati e separati che viaggiano da soli, nonché di provvedere all'educazione informale e all'assistenza alla prima infanzia per i minorenni in movimento.

"Il conflitto armato internazionale in Ucraina ha creato una crisi di protezione per le donne, i bambini e le persone più vulnerabili, che rappresentano la stragrande maggioranza di coloro che fuggono dall'Ucraina - ha dichiarato Pascale Moreau, coordinatrice regionale per i rifugiati per la situazione in Ucraina -. I Blue Dot Hubs, volti a sostenere i centri comunitari e gli sforzi a livello municipale, svolgono un ruolo fondamentale nell'identificare e fornire supporto a donne, bambini, persone con disabilità e altre persone vulnerabili, che sappiamo essere maggiormente a rischio di violenza di genere, tratta, abusi, disagio psicologico e separazione familiare".

Da febbraio di quest'anno, da quando milioni di persone sono fuggite dall'Ucraina, l'Unhcr e l'Unicef hanno rapidamente istituito i Blue Dot nei principali punti di attraversamento, lungo le rotte di transito e nelle aree urbane dei Paesi limitrofi che hanno accolto i rifugiati; si tratta di stazioni ferroviarie, valichi di frontiera, centri di registrazione per ricevere assistenza economica, centri di accoglienza per rifugiati e centri comunitari. Ad oggi sono stati istituiti 36 Blue Dot Hubs in Bulgaria, Italia, Moldavia, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria, che integrano il lavoro dei governi e di altri partner nel supporto ai rifugiati.

"Si stima siano circa 7,1 milioni gli Ucraini, la maggior parte dei quali donne e bambini, oggi rifugiati in Europa - ha dichiarato Afshan Khan, direttore regionale dell'Unicef per l'Europa e l'Asia centrale -. I Blue Dot Hubs rappresentano un'estensione dei servizi forniti dai governi ospitanti volta ad identificare e indirizzare le persone più vulnerabili ai sistemi nazionali di assistenza e protezione. Tuttavia, il nostro lavoro non si ferma qui. I minorenni rifugiati devono affrontare molteplici sfide e hanno bisogno di un accesso continuo all'istruzione, a meccanismi di protezione sociale, all'assistenza sanitaria e ad altri servizi essenziali. Espandere l'accesso a questi servizi attraverso la nuova piattaforma digitale Blue Dots, che riunisce le informazioni e i servizi di riferimento in un unico strumento inclusivo, ci permetterà di continuare a raggiungere i più bisognosi con un supporto pertinente e tempestivo".

Poiché molti rifugiati ucraini continuano a fuggire dal Paese o a rimanere in movimento e si affidano in larga misura alle informazioni provenienti dai social media e da altre fonti online per decidere dove e come viaggiare, dove stabilirsi e come accedere ai servizi, l'Unhcr e l'Unicef hanno infatti lanciato anche un "Digital Blue Dot". Questa piattaforma digitale integra i Blue Dot Hubs fisici, fornendo ai rifugiati informazioni aggiornate, accurate e locali sui loro cellulari in materia di diritti e prerogative, sui servizi sociali chiave, i fornitori e come accedervi, e su come stare al sicuro. Il Digital Blue Dot è compatibile con i cellulari e i tablet, è continuamente aggiornato e disponibile nelle principali lingue, tra cui l'ucraino e il russo.

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