29 settembre 2017 ore: 13:42
Società

Università, ecco il piano anticorruzione: prof esterni e controlli delle nomine

Una vigilanza continua sui conflitti di interesse e piu' incarichi ai professori esterni. Sono i due principi fondamentali sul quale ruota il Piano nazionale anticorruzione sull'Universita'. Il testo, visionato dalla Dire, e' stato sottoposto...

Roma - Una vigilanza continua sui conflitti di interesse e piu' incarichi ai professori esterni. Sono i due principi fondamentali sul quale ruota il Piano nazionale anticorruzione sull'Universita'. Il testo, visionato dalla Dire, e' stato sottoposto alla consultazione pubblica fino al 15 settembre scorso per l'aggiornamento annuale e ora e' nella disponibilita' degli uffici dell'Anac che devono stilare la versione definitiva.

I responsabili anticorruzione degli Atenei, secondo quanto emerge dal piano, dovranno verificare se ci sono conflitti di interesse, incompatibilita', casi di inconferibilita' di incarichi amministrativi di vertice e di incarichi dirigenziali. Avranno la possibilita' di accedere alle fonti informative interne e alle banche dati disponibili: insomma svolgeranno un ruolo attivo che di fatto superera' quel profilo fin troppo burocratico nel quale sono inquadrati oggi.

"Tra le aree a rischio corruttivo cui potenzialmente tutte le pubbliche amministrazioni sono esposte", scrive l'Anac, ci sono i concorsi e le prove selettive per l'assunzione del personale e le progressioni di carriera. Percio' viene raccomandato "un utilizzo contenuto" delle selezioni per i posti di professore di prima e di seconda fascia per i docenti e i ricercatori gia' in servizio nella stessa universita' perche' questa modalita' si presta a "pressioni indebite".

L'Autorita' punta il dito sul "localismo nel reclutamento" che "oltre a compromettere gravemente l'imparzialita' del sistema, equivale a chiusura dei singoli atenei, non solo a soggetti meritevoli di altre universita' italiane, ma anche ai soggetti provenienti da universita' straniere e riduce gravemente la mobilita' tra universita' diverse, uno dei punti di forza per assicurare liberta' e qualita' alla ricerca. Cio' a detrimento dell'attrattivita' dei centri di ricerca italiani nel sistema sempre piu' internazionalizzato della ricerca e dell'istruzione superiore", spiega il piano.

Quindi si chiede agli atenei di bilanciare il ricorso alle chiamate dirette con l'utilizzo di procedure concorsuali aperte agli esterni e di aumentare la quota per le risorse finanziarie per l'assunzione di professori esterni. L'Anac elenca un ventaglio di misure per ridurre al minimo pressioni indebite e contenere il ricorso dell'istituto della chiamata diretta:

- stabilire il carattere di eccezionalita' della chiamata diretta; prevedere che, ogni qualvolta l'ateneo vi faccia ricorso, debba essere prevista una motivazione rafforzata.
- assicurare, qualora vi siano una pluralita' di candidati in possesso dei requisiti richiesti dalla legge per accedere alla procedura di chiamata, adeguate procedure valutative di tipo comparativo degli studiosi.
- definire modalita' di presentazione delle candidature e prevedere l'istituzione di apposite commissioni giudicatrici.

Capitolo conflitto di interessi. L'Anticorruzione nel ricordare le norme vigenti sulle parentele invita le commissioni giudicatrici a prodere ad un attento controllo dell'insussistenza di preclusioni. (DIRE)

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