8 ottobre 2016 ore: 15:43
Non profit

Uragano Matthew, raccolta fondi per aiutare le persone con disabilità

E’ emergenza umanitaria ad Haiti, la più grave nel Paese dal terremoto del 2010. I morti sono ad oggi 840 e le persone che necessitano di assistenza 350 mila. Il direttore di Cbm Italia Maggio: “Le persone con disabilità durante le catastrofi naturali sono le più vulnerabili"
Uragano Matthew a Haiti

BOX Milano - E’ emergenza umanitaria ad Haiti, la più grave nel Paese dal terremoto del 2010. L’uragano Matthew, che lo scorso 4 ottobre si è abbattuto sull’isola con piogge torrenziali e raffiche di vento, ha devastato il Paese, causando ad oggi 840 morti, un numero che cresce di ora in ora. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, sarebbero 350.000 le persone che necessitano di assistenza e 1.300.000 quelle evacuate.  

"L’Organizzazione Mondiale della Sanità - si legge in una nota del Cbm - stima che il 15% della popolazione globale convive con una disabilità. In ogni emergenza o calamità naturale il tasso di mortalità delle persone con disabilità è il doppio rispetto al resto della popolazione. Le ragioni vanno ricercate nella difficoltà o impossibilità di accedere agli avvisi di emergenza, ai rifugi, nella perdita o il danneggiamento degli ausili che permettono loro di muoversi, nell’aumentata difficoltà di accedere agli aiuti umanitari di base (cibo, acqua, rifugi, cure mediche). Allo stesso tempo le emergenze possono aumentare il numero delle persone che sperimentano una disabilità, sia a breve che a lungo termine, per le ferite riportate e per l’interruzione dei servizi medici. 

“Le persone con disabilità durante le catastrofi naturali sono le più vulnerabili – ha detto Massimo Maggio, direttore di Cbm Italia – La loro prima difficoltà per loro è riuscire a mettersi in salvo. La distruzione da un giorno all’altro delle reti di sostegno, la perdita o la compromissione dei propri dispositivi di assistenza, così come le maggiori difficoltà nel reperire beni di prima necessità o nell’accedere agli aiuti rendono necessario un intervento più che mai tempestivo, affinchè nessuno sia lasciato indietro. La squadra di Cbm di Haiti sta già lavorando ad un piano di intervento nelle zone colpite”.  

Cbm ad Haiti supporta più di 20 tra progetti e partner. Tre di questi hanno basi nelle zone colpite, ma fortunatamente nessuno di essi si trova al momento coinvolto. Anche lo staff locale di Cbm risulta indenne. Cbm opera anche a Cuba, dove al momento l’ufficio regionale è in contatto con i partner locali per verificarne l’incolumità ed elaborare il piano di aiuti.

Stefan Dofel, direttore dell’ufficio regionale di Cbm America Latina, conferma la gravità della situazione ad Haiti, soprattutto a Port-au-Prince, dove molti bambini con disabilità e le loro famiglie stanno cercando rifugio. Anche a Cuba la situazione è critica e sarebbero un milione le persone evacuate. In queste ore l’Ufficio Paese di Cbm ad Haiti è in costante contatto con i partner sul campo, nonostante le comunicazioni siano difficoltose. Alcuni di loro hanno riferito che nella parte centrale del Paese molte scuole sono state gravemente danneggiate e, quelle rimaste in piedi, vengono utilizzate come rifugi temporanei.

Tre scuole di Cbm che accolgono bambini con disabilità sono state gravemente danneggiate: l’Arche Chantal, che accoglie 20 bambini con disabilità, la Simon School per bambini sordi e la Shaa School per studenti con disabilità visive. Gli studenti sono stati ricoverati in rifugi temporanei e necessitano di beni di prima necessità, come acqua, cibo e vestiti. Si stima che circa 100 persone con disabilità nella zona hanno bisogno di supporto immediato. 

Sin dalle prime ore dell’emergenza l’Unità di Risposta alle Emergenze di Cbm si è attivata per portare aiuto alle persone con disabilità. Il piano di aiuti prevede una prima fase di individuazione delle persone con disabilità e delle loro famiglie per assicurarsi che vengano incluse e raggiunte dagli aiuti umanitari e possano accedere alla distribuzione di beni di prima necessità, come acqua, cibo e ripari. La seconda fase dell’intervento prevede un aiuto concreto per la ricostruzione delle abitazioni distrutte e il supporto alle attività di sostentamento attraverso la distribuzione di sementi per l’agricoltura e di piccoli animali per l’allevamento. La terza fase prevede, una volta terminata la prima emergenza, l’implementazione in tutto il Paese di attività volte alla prevenzione del rischio.

E' possibile sostenere il lavoro di Cbm per le persone con disabilità donando al numero verde 800 45 20 20. 

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