26 luglio 2014 ore: 10:38
Disabilità

Vacanze amiche dell’autismo: arriva il marchio di qualità

Ci hanno pensato due amiche di Vicenza, che si sono subito messe all’opera. Attraverso convenzioni, formazione degli operatori e censimento delle realtà più accoglienti
www.wisteriablue.it Autismo, bambina con scritta impossibile

BOLOGNA - L’idea è tanto semplice quanto ambiziosa: creare un marchio di qualità per tutte quelle strutture turistiche italiane che si impegnano a mettere in pratica quei piccoli gesti di accoglienza che servono a facilitare le vacanze di un ragazzo autistico e della sua famiglia. Non occorre molto. Basta un questionario inviato in anticipo dall’albergo per conoscere i bisogni specifici (come per esempio un menù personalizzato o musica a basso volume), una foto della camera che si intende assegnare, informazioni utili sul territorio e i contatti di operatori formati sull’autismo per un eventuale af?ancamento durante la vacanza. Inoltre bisogna evitare le attese al momento del check-in e del check-out, motivo di disagio per le persone con autismo, riservare un tavolo in una zona tranquilla della sala pranzo e vicino a una via di uscita, fare in modo che laporta della camera da letto non si apra facilmente dall’interno. 

BOXIdeatrici del progetto “Autism friendly in Italy-Wisteria blue” sono due vicentine, Elisabetta Tonini e Chiara Bortolaso, amiche da un decennio, che hanno preso spunto da un’iniziativa analoga avviata a Rimini lo scorso anno: una cinquantina di realtà, tra alberghi e strutture balneari della Riviera romagnola, impegnate nell’accogliere le famiglie con persone autistiche. Quell’esperienza ha coinvolto circa 400 nuclei familiari e si allargherà anche a Riccione e Misano Adriatico: ne riferisce il numero 6 di SuperAbile Magazine, la rivista sulla disabilità edita da Inail.

“Tutto nasce da un’esigenza concreta – spiega Elisabetta, madre di Luca, 13 anni, autistico e “non verbale” –. Quando finisce la scuola, le famiglie sono abbandonate a se stesse: non c’è quasi nulla per il tempo libero di questi ragazzi. Così, paradossalmente, le vacanze finiscono per diventare il momento più difficile, perché si è soli nel gestire i propri figli, e spesso capita che i genitori dei ragazzi con questo disturbo smettano non solo di viaggiare ma anche di uscire, di andare al ristorante, in gita, al museo”. Lei e Chiara, la cui figlia è compagna di classe di Luca, sono partite dai bisogni di un singolo per arrivare a definire quelli delle famiglie che si trovano ad avere a che fare con l’autismo. Accanto a loro e al loro blog (Wisteriablue.it) – che raccoglie consigli, percorsi e la mappa dei luoghi “autism friendly” segnalati dalle famiglie con cui sono in contatto, realmente o “virtualmente”, e che sono la loro fonte e risorsa – Autismo Triveneto onlus, Angsa Veneto e la cooperativa sociale Primavera 85 di Sovizzo (Vicenza).

“Proprio con questa cooperativa stiamo studiando la realizzazione di una piattaforma giuridica e multimediale che permetta di mettere in pratica la parte tecnica del nostro progetto – riferisce Elisabetta –: formazione gratuita sull’autismo per chi si occupa di turismo (in sede o in streaming in tutta Italia oppure on demand), convenzioni con hotel, ristoratori e agenzie di viaggi e la creazione di itinerari appositamente realizzati pensando alle esigenze delle famiglie di persone con autismo. Fino ad arrivare a una vera e propria certificazione “Autism friendly in Italy” rilasciata da esperti del settore. Partiremo da Vicenza e dal Veneto per poi allargarci a tutta Italia. Intanto l’Associazione nazionale alberghi diffusi promuoverà questa idea nelle sue strutture”. Wisteria, in inglese, significa glicine ed è il simbolo dell’amicizia e dei legami. Blu, invece, è il colore dell’autismo. (Michela Trigari)

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