21 luglio 2016 ore: 11:31
Disabilità

Valmontone, “comune virtuoso nell'integrazione dei disabili”: la replica al caso di Cristian

Il sindaco Latini risponde alla mamma, che ha denunciato l'ammissione del figlio dal centro estivo per sole 80 ore. “Il nostro comune è tra i pochi che hanno disposto e finanziato con risorse proprie l'assistenza specialistica nei centri estivi. 80 ore è limite congruo”
Disabili legge Dopo di Noi

- ROMA – Respinge le accuse al mittente, il comune di Valmontone: e replica a Vanessa Rizzi, la mamma di Cristian, bambino autistico, ammesso al centro estivo, ma solo per 80 ore. Tante erano infatti le ore di assistenza specialistica messe messe in campo dal comune. E a nulla era la valsa la richiesta della famiglia di integrare con un educatore privato le ore rimanenti: “80 ore sono due settimane – osservava la donna – ora sono finite e mio figlio deve restare a casa”.

Così ribatte ora in una nota il sindaco Alberto Latini: “Il Comune di Valmontone è uno dei più virtuosi, nel Lazio, in fatto di politiche sociali dove, nonostante il momento difficile che attraversano gli enti locali, investiamo ogni anno più di un milione di euro, con grandissima attenzione proprio ai disabili minori”.

La denuncia della mamma non rispecchia quindi la realtà, secondo l'assessore ai servizi sociali, Maria Grazia Angelucci, visto che “il nostro comune è tra i pochissimi ad aver disposto, e finanziato con risorse proprie, un'assistenza specialistica che consenta a bambini disabili di partecipare al centro estivo privato che preferiscono. Abbiamo ricevuto, e soddisfatto, ben 7 richieste di bambini che, attraverso la cooperativa che gestisce anche l'assistenza specialistica scolastica, hanno avuto un operatore a testa per le ore in cui si trovano al centro estivo. In totale 80 ore ciascuno che, gestite in modo corretto, consentono loro di partecipare per diverse settimane al centro estivo, dove giocare senza pensieri insieme agli altri bambini. Abbiamo ritenuto il limite delle 80 ore congruo – continua l'assessore - come dimostra il fatto che 6 bambini stanno ancora frequentando i campi estivi, che ha comunque richiesto da parte nostra un notevole sforzo economico, di cui andiamo fieri”.

E ricorda, l'assessore, gli altri impegni economici sostenuti dal comune in favore della disabilità: “Ovviamente – prosegue l'assessore alle politiche sociali – in questo campo vorremmo fare ancora di più e lavoriamo, costantemente, per aumentare sempre i servizi a supporto delle situazioni di disagio. Questa dei centri estivi, ad esempio, è una novità che abbiamo voluto sperimentare, con successo, quest'anno e ringrazio sia la cooperativa che i privati dei vari centri che si sono messi a disposizione per trovare, insieme alle famiglie, la soluzione migliore per il bene dei ragazzi. Irrinunciabile, per noi, è la qualità e la professionalità delle prestazioni e l'assistenza specialistica va fornita solo da personale che ne abbia i titoli. Non si tratta di barriere burocratiche ma di senso di responsabilità e professionalità”. 

“Se Cristian avesse voluto frequentare il centro estivo per un periodo più lungo – osserva la mamma – avremmo dovuto limitare la sua presenza a due ore al giorno: solo così le 80 ore sarebbero bastate a coprire l'intero periodo. Noi invece crediamo che abbia il diritto di frequentarlo alle stesse condizioni dei suoi compagni. E – ribadisce – siamo pronti a pagare di tasca nostra l'assistenza. Comprendiamo e apprezziamo lo sforzo economico compiuto dal comune e non pretendiamo che investa maggiori risorse: ma torniamo a chiedere che ci sia permesso di pagare noi un educatore che stia accanto a Cristian. Perché ci viene negata questa possibilità?”. (cl)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news