2 marzo 2015 ore: 15:21
Disabilità

Valmontone, la "solidarietà" di preside e genitori a Christian. "Ma mio figlio è sempre isolato"

“E’ successo di tutto, ma non è cambiato niente”: così Vanessa, la mamma di Christian, racconta cosa è cambiato dopo che il caso di suo figlio è rimbalzato sui media. “Solo reazioni di perbenismo accademico. Ora chiediamo che il terapista possa stare a scuola con Christian, a nostre spese”
Stalker e autismo

ROMA - “E’ successo di tutto, ma non è cambiato niente. Aspettiamo venerdì, per capire se potranno esserci buone notizie”: così Vanessa, mamma di Christian, il bambino autistico di Valmontone isolato nella “stanza del silenzio degli innocenti”, racconta i giorni successivi alla pubblicazione della notizia su tanti media nazionali. Sulla vicenda – lo ricordiamo – era intervenuta anche la ministra dell’Istruzione Giannini, affermando che “le stanzette del silenzio degli innocenti nella Buona Scuola non ci saranno, non avranno spazio”. La mamma di Christian è stata contattata “da tante redazioni – riferisce - dopo che l’articolo è apparso su Redattore sociale. Sono stata anche in tv, suscitando sdegno e solidarietà. Ma quando ieri sono andata a prendere mio figlio a scuola, l’ho trovato che aspettava il pulmino lontano almeno 4 metri dai suoi compagni, tenuto per mano da quella stessa educatrice che, in televisione, aveva negato di conoscerlo”. Forse una soluzione potrebbe arrivare, però, nei prossimi giorni: “Mi è appena arrivata la lettere di convocazione del Glh (gruppo lavoro handicap, ndr), che si svolgerà venerdì prossimo. Oltre alla scuola, al comune e alla Asl, abbiamo chiesto e ottenuto che partecipi anche la psicologa che seguiva Christian a Ostia. Vogliamo che lo riprenda in carico, con la terapia Aba che faceva con ottimi risultati a Ostia, perché lo riporti allo stesso livello che aveva raggiunto con lei. Chiediamo solo il permesso di far stare questa terapista accanto a Christian, per aiutarlo dentro la classe, accanto ai suoi compagni. Ce ne accolleremo le spese, come sempre abbiamo fatto: 23 euro l’ore, per circa 10 ore a settimana”.

Intanto, repliche sono arrivate sia dalla dirigente scolastica, sia dai genitori. “Conosco personalmente le serie difficoltà dell’alunno – ha scritto la dirigente -  Già nei precedenti anni scolastici, i docenti, con la consultazione e consulenza della neuropsichiatra responsabile della Asl, si sono impegnati attivamente. E’ un alunno che, due anni fa, si è trasferito a Valmontone proveniente dal Comune di Roma. Questo cambiamento, ha prodotto, un particolare aumento del disagio nell’alunno. In una riunione del Glh, gruppo di lavoro formato dal dirigente scolastico allora in servizio, dai docenti curriculari e specializzati, della neuropsichiatra dell’Asl e dalla famiglia, si è deciso, su indicazione stessa della neuropsichiatra, di arredare un’ aula didattica più confacente ai bisogni dell’alunno, sia per la sicurezza dell’alunno che per rendergli più idonea la permanenza nella scuola. Tutto questo si è realizzato anche grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale, che ha realizzato direttamente i lavori dell’aula didattica”, ha precisato la dirigente. 

Anche i genitori dei compagni di Christian hanno voluto far sentire la propria voce, in una lettera inviata alla stampa locale: “La vicenda ci ha coinvolto e toccato personalmente in quanto genitori dei compagni di scuola di A.A. – scrivono - Sì, compagni di scuola, perché così è A.A.: un compagno come altri che nel corso degli anni hanno frequentato la classe. Bambini provenienti da realtà sociali differenti che hanno vissuto periodi più o meno lunghi insieme ai nostri figli. Tutte esperienze diverse e preziose che le nostre insegnanti hanno saputo far maturare nelle coscienze dei nostri bambini accompagnandoli nell’incontro con l’altro. Non di meno – continuano - come genitori ci siamo sentiti coinvolti in questo percorso di incontro promuovendo e rendendoci disponibili nel far sentire accolte le famiglie. Ciò che abbiamo letto ci ha profondamente toccato e rattristato. La scuola di S. Anna, negli anni si è sempre contraddistinta per il lavoro sinergico tra le famiglie e le insegnanti, un lavoro di collaborazione e quotidiano aiuto reciproco. Il clima familiare e la condivisione delle idee, ci ha fatto squadra forte e unita nell’affrontare le difficoltà ma, soprattutto, nel promuovere una cultura del positivo facendo sentire utile e prezioso il lavoro di tutti: genitori, insegnanti, alunni. Condividiamo l’augurio della Preside affinché non venga mai meno l’attenzione verso il mondo della scuola che oggi raccoglie e accetta le sfide dei nostri giorni”. 

In realtà, però, secondo la mamma di Christian, “il clima è peggiorato: c’è risentimento, da parte dei genitori, perché ho esposto il caso all’attenzione dei media. E mio figlio, ieri all’uscita, aspettava il pulmino lontano dai suoi compagni: un’immagine emblematica della giornata scolastica di Christian”. (cl)

 

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news