7 marzo 2016 ore: 18:13
Immigrazione

Vertice Turchia-Ue sui migranti, "tutti hanno diritto all'asilo"

L'appello delle organizzazioni ai governi: "Le politiche messe in atto da alcuni paesi stanno spingendo l’Europa verso una strada pericolosa e riprovevole che contraddice le convenzioni europee e internazionali sulla protezione dei rifugiati e dei diritti umani più in generale"
Migranti. Rifugiati per strada

ROMA - In relazione al Vertice Ue – Turchia che si tiene oggi, 26 organizzazioni nazionali e internazionali – tra cui ActionAid, Save the children e Oxfam- che lavorano in Grecia, Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia, sulla rotta balcanica dei migranti, condannano i governi europei che violano il diritto nazionale, europeo e internazionale, chiudendo i confini di fronte a popoli che hanno bisogno di protezione. 

"Negli ultimi due mesi più di 180 mila persone hanno raggiunto l’Europa attraverso la Grecia. Affrontano un viaggio che mette in pericolo le loro vite per lasciarsi alle spalle guerra e violenza. Né le avverse condizioni meteorologiche né le politiche dei governi europei metteranno fine al tentativo di mettere in salvo le loro vite. Le politiche messe in atto da alcuni paesi stanno spingendo l’Europa verso una strada pericolosa e riprovevole che contraddice le convenzioni europee e internazionali sulla protezione dei rifugiati e dei diritti umani più in generale". 

"Le organizzazioni che sottoscrivono questo appello, esprimono gravi preoccupazioni in merito alle politiche limitanti e restrittive che mettono in pericolo la sicurezza, il benessere e i diritti dei rifugiati e dei migranti in Europa. Le discriminazioni nei confronti degli afghani al confine greco-macedone sono inaccettabili. La decisione delle autorità di polizia di Austria, Slovenia, Croazia e Serbia di lasciar entrare nei loro confini solo persone che possono comprovare la loro nazionalità si somma alle restrizioni illegali e arbitrarie imposte al diritto di ogni persona a ricevere protezione internazionale. Le limitazioni quotidiane al numero di persone ammesse in un paese sono – secondo la Commissione europea –incompatibili con la Convenzione di Ginevra sui rifugiati. La preoccupazione è che queste politiche non facciano altro che far aumentare i casi di “respingimenti” o espulsioni collettive in aperta violazione con la Convenzione sui Diritti Umani".

"Questo tipo di decisioni inoltre accrescono il livello di sofferenza umana: uomini, donne e bambini sono intrappolati ai confini in condizioni disumane, costretti a dormire all’aperto nonostante le bassissime temperature e il freddo. Politiche che costringono i migranti ad affidarsi ai trafficanti o a cercare nuove e sempre più rischiose vie per continuare il loro viaggio". 

"A fronte di risorse economiche sempre minori, i rifugiati diventano sempre più vulnerabili, mentre i minori non accompagnati sono facili prede dei network criminali, e sempre più lontani dalle organizzazioni umanitarie che possono offrire loro sostegno e protezione. L’uso della violenza ai confini, i respingimenti, i rimpatri forzati e le deportazioni da un paese all’altro stanno sempre di più mettendo in pericolo la sicurezza dei rifugiati". 

"Tutto queste procedure messe in atto nei paesi dell’area balcanica sono la continuazione naturale delle politiche adottate dai paesi limitrofi che costruiscono barriere, impongono limitazioni nel numero dei richiedenti asilo, decidono di confiscare beni e risorse economiche dai rifugiati in arrivo e limitano sempre più il diritto al ricongiungimento familiare. L’Europa ha intrapreso una strada estremamente pericolosa".

"Per questo le organizzazioni firmatarie invitano l’Europa a rispettare le Convenzioni, i diritti umani, e il diritto di ogni persona alla protezione internazionale. Ognuno ha il diritto di fare richiesta di asilo, che la richiesta venga esaminata e in caso di rifiuto il processo di rimpatrio deve comunque avvenire all’interno del più ampio rispetto dei diritti umani. L’appello ai governi europei è di accogliere i rifugiati all’interno dei paesi membri e prendere tutte le misure necessarie per mettere fine alle guerre che haanno causato crisi e violenze".

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