3 luglio 2023 ore: 14:22
Società

Violenza contro le donne, Fiorella Mannoia annuncia la nascita della fondazione "Una Nessuna Centomila"

Dal concerto di Campovolo 2022 l'iniziativa per sostenere vittime e centri antiviolenza. La cantautrice: "Dobbiamo aiutare le operatrici che lavorano sul campo"
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ROMA - "Oggi annunciamo la nascita della nostra fondazione Una Nessuna Centomila". Nasce dopo il concerto alla Rcf Arena di Campovolo dell'11 giugno 2022 la prima Fondazione italiana per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile sulle donne. È Fiorella Mannoia a raccontare la formazione dell'organizzazione che si pone al fianco delle donne in pericolo e dei centri e delle strutture anti-violenza che agiscono quotidianamente. La cantautrice è la presidente onoraria di una squadra formata dalla presidente Giulia Minoli e dalle vicepresidenti Celeste Costantino e Lella Palladino.

"Dopo il concerto di Campovolo di fronte a quelle 100mila persone e ai proventi che sono stati destinati ai 7 centri anti-violenza che avevamo selezionato – dice Fiorella Mannoia – ci siamo rese conto che non poteva finire lì perché è una cosa che non trova soluzione, anzi mi sembra che le cose stiano peggiorando dal punto di vista della violenza sulle donne". Così "ci siamo interrogate su cosa potevamo fare e abbiamo deciso di creare questa fondazione che è la prima a nascere da un concerto".

L'evento di Campovolo del 2022 – che ha visto sul palco Emma, Elisa, Gianna Nannini, Giorgia, Alessandra Amoroso e Laura Pausini, oltre che alla stessa Mannoia – ha raccolto 2milioni e 120 mila euro grazie ai 100mila biglietti venduti. Tutti i soldi sono stati devoluti ai 7 centri anti-violenza prescelti, nelle città di Reggio Calabria, Latina, Potenza, Casal di Principe, Conversano, Palermo e Olbia.

In Italia, però, di centri ce ne sono tanti altri da dover sostenere: "Ci rendiamo conto che nei centri anti-violenza lavorano delle persone. La maggior parte di queste donne sono volontarie, vivono di stipendio e non sanno se il mese successivo riusciranno a vivere perché solo il 2% dei nostri fondi sul sociale viene destinato alla violenza sulle donne e ai centri. È questo che dobbiamo scardinare. Dobbiamo aiutare le operatrici che lavorano sul campo – dice la Mannoia – e solo così possiamo aiutare le donne che chiedono aiuto. A loro bisogna trovare un posto di lavoro e dare un'autonomia finanziaria. Siamo felici che questa fondazione sia nata perché questo Paese ne aveva bisogno".

Come spiega la stesa Mannoia, in Italia ogni 3 giorni una donna viene uccisa, il nostro Paese è scivolato dal 63esimo al 73esimo posto nella classifica mondiale secondo il Global Gender Gap 2023, 48.9% è il tasso di occupazione femminile (solo una donna su due lavora), il 60% delle donne vittima di violenza non è autonoma economicamente. Dati preoccupanti che motivano a far di più.

Obiettivo della fondazione, inquadrata come ente del terzo settore, è promuovere la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile sulle donne, sostenendo l'educazione all'affettività nelle scuole e il superamento di stereotipi e pregiudizi culturali che legittimano la violenza. Inoltre, si supporteranno i centri anti-violenza e le case rifugio, contrubuendo al riconoscimento delle professionalità altamente specialistiche delle operatrici che accompagnano ogni anno migliaia di donne fuori dalla violenza.

"L'Italia è, insieme alla Grecia, l'unico paese a non avere una forma di educazione all'affettività all'interno del nostro ordinamento scolastico. Un'educazione – afferma Celeste Costantino – che serve a decostruire tutti quegli stereotipi a cui siamo abituati quotidianamente. Ancora viviamo dentro una bolla perché donne e vittime vengono rappresentate sempre alla stessa maniera. Una vittimizzazione che le racconta tumefatte, con le braccia che coprono il volto come se la violenza fosse solo fisica o 'solo' maltrattamento. C'è una violenza di tipo economico, psicologica e burocratico in questo Paese. Per noi è fondamentale riuscire a sostenere le organizzazioni e le strutture, chi ha lavorato per cercare di diminuire questa situazione pesantissima. La violenza non può essere affrontata come un'emergenza".

E la Costantino annuncia: "Stasera ci sarà una fiaccolata dedicata a Michelle (la ragazza uccisa nel quartiere Primavalle di Roma da un coetaneo, ndr), ma sono troppe le donne che muoiono e non possiamo ricordarci di questo problema solo quando vediamo i bollettini di morte. Dobbiamo sostenere chi questo lavoro lo fa da tempo e promuovere chi non ha la voce, la forza o gli strumenti per incidere nei territori".

Con la fondazione nasce anche un laboratorio artistico al quale - come svela Giulia Minoli - "hanno aderito Caterina Caselli, Paola Cortellesi, Massimiliano Cagliazzo, Edoardo Leo e Anna Foglietta". Servirà per sostenere progetti culturali di promozione legati alla fondazione. (DIRE)

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