24 novembre 2014 ore: 17:26
Giustizia

Violenza donne, gli psicologi: "Lavoriamo per offrire strumenti nuovi"

L'Ordine del Lazio: "Contro la violenza sulle donne occorre certamente intervenire sul piano della prevenzione e dei modelli culturali, ma anche sull'offerta di strumenti per gestire le complesse sfide che pongono le relazioni intime"
Violenza contro donne, ragazza si copre il viso

Roma - "Contro la violenza sulle donne occorre certamente intervenire sul piano della prevenzione e dei modelli culturali, ma anche sull'offerta di strumenti per gestire le complesse sfide che pongono le relazioni intime. Come Ordine degli psicologi del Lazio (OpL) pensiamo di poter dare un contributo importante sul tema, sia in termini di riflessione che di proposte concrete". A dichiararlo e' Nicola Piccinini, presidente OpL in merito alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in programma domani.

"Proprio quest'anno abbiamo avviato uno specifico gruppo di studio e di lavoro incentrato sulla 'Violenza nelle relazioni intime'- continua- che si avvale di professionisti e di esperti di alto profilo. Come psicologi siamo naturalmente interessati a sviluppare indirizzi operativi sui modi piu' efficaci con cui intervenire, anche perche' siamo ben consapevoli che i fondi pubblici per combattere la violenza sono limitati ed occorre ottimizzare le risorse".

A coordinare il gruppo di lavoro e' la psicologa Maria Elisabetta Ricci, che aggiunge: "È innanzitutto possibile potenziare l'azione delle agenzie territoriali che si occupano di violenza, e in questo senso un nostro obiettivo e' quello di sostenere e diffondere le buone prassi, cioe' quelle azioni consolidate che hanno effettivamente portato risultati positivi, ed aumentare cosi' la competenza sull'intervento nei confronti delle vittime".

Inoltre, la coordinatrice del gruppo di lavoro 'Violenza nelle relazioni intime' attivato nell'Ordine della regione Lazio, ricorda: "La nuova normativa sulla violenza domestica, comunemente definita legge sul femminicidio- prosegue la psicologa- da' ora l'occasione di realizzare programmi di recupero per gli autori di violenza. Questa e' una novita' per l'Italia, e va utilizzata al meglio, perche' si tratta di uno dei modi con cui si puo' fare prevenzione. Gli uomini che, per il loro vissuto, possono esprimere comportamenti violenti, devono infatti poter trovare un punto di riferimento competente per trattare le loro emozioni: solo cosi' possiamo pensare di evitare le conseguenze drammatiche che tutti conosciamo".

Secondo Ricci "non abbiamo ancora programmi d'intervento consolidati per gli autori di violenza ma la ricerca internazionale, penso ad esempio a Donald Dutton, esperto mondiale in materia, si sta orientando verso percorsi individualizzati, perche' i violenti non sono tutti uguali, ed e' necessaria una competenza altamente specializzata in quanto la dimensione psicologica e psicopatologica e' davvero rilevante".

La parola d'ordine e' "sperimentare ed e' quello che stiamo facendo. Anche nell'ambito delle azioni di prevenzione primaria, nelle scuole ad esempio, ci sono differenze di intervento che vanno riconosciute e valorizzate: un conto e' fare ai ragazzi delle lezioni sulla violenza con teorie precostituite, distanti dalle vite di chi ascolta; altra cosa e' invece aver presente che la relazione intima e' una dimensione problematica per tutti, e partire allora dalle storie dei ragazzi e dalle loro angosce, ragionando insieme su cio' che essi stessi raccontano. C'e' quindi molto su cui lavorare- conclude- e noi come Ordine del Lazio lo stiamo facendo". (DIRE)

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