24 novembre 2014 ore: 15:12
Giustizia

Violenza sulle donne, ex vittime assunte da una catena di ristoranti

Dieci in Emilia-Romagna, 5 in Toscana, 4 in Friuli Venezia Giulia e 2 in Lombardia. Sono le donne assunte dall’azienda Camst all’interno del progetto per permettere loro di ricominciare e riacquistare dignità e indipendenza economica

BOLOGNA – Un lavoro a 21 donne che hanno subito violenza, per aiutarle a ricominciare e a riacquistare dignità. Si chiama “È ora di cambiare tono”, il progetto al quale Camst, azienda di ristorazione con diverse sedi in Italia e 11 mila dipendenti, ha deciso di aderire, dando un impiego a 21 di queste donne di cui 10 in Emilia-Romagna, 4 in Friuli Venezia Giulia, 2 in Lombardia e 5 in Toscana. E con la prospettiva di andare avanti con le assunzioni di questo genere anche per il 2015. La cooperativa di ristorazione, spiega Camst, “è la prima azienda italiana ad avere avviato un’iniziativa simile, capace di restituire  concretamente dignità e indipendenza alle donne vittime di violenza con percorsi di inserimento lavorativo all’interno delle proprie strutture produttive”, cioè cucine, mense e self service dislocati su tutto il territorio nazionale. “Promuoviamo questo progetto – spiega Antonella Pasquariello, presidente della cooperativa – perché le donne che hanno deciso di dire basta alla violenza non hanno vita facile, spesso devono iniziare da zero, e in questo percorso l’autodeterminazione, anche economica, è fondamentale. Avere un lavoro dignitoso, non in nero, non legato a ricatti o minacce, in un posto sicuro dove viene garantita la privacy non è scontato”.   

L’iniziativa nasce da una convenzione firmata nel 2013 con l’Associazione Nazionale D.i.Re e non è l’unico impegno assunto da Camst, che ha al suo interno l’86% di lavoratrici. La cooperativa, infatti, conta campagne di comunicazione specifiche, interne ed esterne e il sito www.puntodonne.it nato per informare e dare strumenti concreti alle donne in difficoltà che cercano sostegno e protezione per uscire dalla spirale di violenza quotidiana. Dell’esperienza di Camst si parlerà anche al convegno internazionale “Contrastare la violenza contro le donne. Migliorare la qualità della loro vita”, che si terrà il 25 novembre, a Roma a Palazzo Giustiniani, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. (Dire) 

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