30 marzo 2018 ore: 16:47
Famiglia

Violenze in ospizio, il comune di Ravenna annuncia più controlli

Una normativa piu' forte da un lato e il pugno di ferro contro i "comportamenti criminosi veri e propri" dall'altro. Il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale commenta le supposte violenze a danni di anziani in una casa famiglia...

RAVENNA - Una normativa piu' forte da un lato e il pugno di ferro contro i "comportamenti criminosi veri e propri" dall'altro. Il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale commenta le supposte violenze a danni di anziani in una casa famiglia a Sant'Alberto, rimarcando l'intenzione del Comune di "continuare a ragionare su come monitorare al meglio la qualita' e la professionalita' dei servizi offerti dalle case famiglia". Certo, argomenta il primo cittadino, e' necessaria "una normativa piu' forte sui requisiti che queste strutture e chi le gestisce devono avere". Sul tema De Pascale ha scritto al presidente della Regione Stefano Bonaccini. Tuttavia, prosegue, occorre "distinguere tra i requisiti e i comportamenti criminosi veri e propri, che attengono prettamente alla sfera del codice penale e che devono essere affrontati, come purtroppo avvenuto recentemente, con l'azione qualificata, congiunta e coordinata, e ovviamente sostenuta da tutti, della magistratura e delle forze dell'ordine e di polizia".

Subito dopo Pasqua, il sindaco e il prefetto Francesco Russo incontreranno tutte le forze dell'ordine, invitando l'Ausl e tutti i soggetti interessati, per "coordinare e di rendere ancora piu' stringenti i controlli sulle strutture e le azioni di polizia".

 Piu' nello specifico del brutto episodio di Sant'Alberto, "oltre alla solidarieta' alle vittime", De Pascale ringrazia le forze di polizia che sono intervenute, la magistratura, il personale Ausl e il Servizio sociale associato. Le case famiglia possono dare una "risposta importante" per anziani con una lieve non autosufficienza; tuttavia, "essendo queste strutture private e fuori dai canoni dell'accreditamento, il rischio della presenza di personale non qualificato e' maggiore". Da qui il regolamento comunale in un contesto pero' di legge, conclude il sindaco, che "non prevede nessuna autorizzazione al funzionamento per le case famiglia e che, data la complessita' del panorama di queste strutture, se ne sarebbe dovuta tenere monitorata l'applicazione ed eventualmente riflettere su un aggiornamento".

(DIRE)

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