7 novembre 2016 ore: 15:30
Disabilità

Vita indipendente, domani presidio di protesta sotto al Pirellone

Chiedono che siano rivisti i criteri per la concessione dei contributi. Claudio Cardinale: "Sono insufficienti e sottoposti a condizioni particolari. Dovrebbero invece essere modulabili sulle reali esigenze della persona con disabilità".
Un adulto e un ragazzo in carrozzina, disabilità

MILANO - "Perché una persona disabile per vestirsi o andare in bagno deve mostrare il suo reddito Isee?". Claudio Cardinale domani, dalle 10 alle 16, parteciperà al presidio sotto la sede del Consiglio regionale (in via Fabio Filzi 22), organizzato dal Comitato lombardo per la vita indipendente. Protestano contro i limiti imposti a chi chiede il contributo per pagare l'assistente personale, ossia colui che aiuta il disabile grave a vestirsi, lavarsi, preparare da mangiare, andare al lavoro e in tante altre incombenze quotidiane. "La Convenzione Onu riconosce alle persone con disabilità il diritto a condurre una vita indipendente - spiega Claudio Cardinale, che fa parte del Comitato-. Di fatto questo diritto spesso viene limitato da leggi o regolamenti regionali". In Lombardia sono due i contributi disponibili: uno regionale (di circa 800 euro al mese) per chi ha alcune patologie e uno comunale (intorno ai mille euro) solo per chi ha un reddito Isee basso. "Sono entrambi chiaramente insufficienti a pagare una persona che ti segua tutto il giorno - sottolinea Claudio Carinale -. E non sempre vengono concessi, proprio perché sottoposti a condizioni particolari. Il punto, però, è che la vita indipendente è un diritto e quindi io dovrei poter usufruire di contributi al di là di quello che può essere la mia particolare invalidità o reddito".

Il Comitato lombardo per la vita indipendente chiede pertanto alla Regione di rendere questi contributi modulabili sulle reali esigenze della persona con disabilità. "Ci sono due disegni di legge regionale -aggiunge Claudio Cardinale-. Uno presentato dal Movimento 5 stelle e l'altro dal Pd: entrambi in sostanza recepiscono la nostra richiesta. Ma non sono mai stati discussi. La Lombardia preferisce foraggiare le residenze sanitarie, che però costano molto di più dell'assistente personale. Inoltre, io ho il diritto di scegliere dove e come vivere, se invece ci sono a disposizione solo le residenze sanitarie sono costretto ad adeguarmi". (dp)

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