11 ottobre 2017 ore: 16:40
Immigrazione

Voci dal mondo invisibile: Terra di tutti film festival al via

Venti film, 4 premi, 15 pellicole fuori concorso. Sono i numeri della manifestazione che dal 2007 porta il cinema sociale a Bologna. I temi trattati: Medio Oriente, migrazioni, rifugiati, la Siria con un fil rouge dato dalle donne, invisibili tra gli invisibili. Dal 13 al 15 ottobre al Cinema Lumière
Terra di tutti film festival 2017
Terra di tutti film festival 2017

BOLOGNA – Sono le donne il fil rouge che attraversa le proiezioni dell’undicesima edizione del Terra di tutti film festival in programma dal 13 al 15 ottobre al Cinema Lumiére di Bologna. Il tema scelto è voci dal mondo invisibile e, spesso, “le donne sono invisibili tra gli invisibili”, ha detto Jonathan Ferramola di Cospe, direttore artistico del festival insieme a Stefania Piccinelli di Gvc. Tante le voci femminili presenti tra le pellicole in concorso: dalle madri palestinesi, irachene, afghane e siriane nei campi rifugiati in Libano alle storie di desaparecidas nelle carceri illegali marocchine riservate al popolo Saharawi, fino alle storie di lotta al femminile come quella delle schiave bambine del Niger o delle adolescenti del Maghreb che hanno scelto la street art per far sentire la loro voce. Tra gli altri temi: in primis le migrazioni e poi il conflitto in Medio Oriente, la Siria, l’emergenza rifugiati. “Inevitabile la prevalenza delle questioni legate alle migrazioni e ai conflitti in Medio Oriente, con le altrettanto inevitabili ripercussioni in quella Fortezza Europa a cui dedichiamo come sempre la sessione inaugurale del festival”, ha detto Stefania Piccinelli di Gvc. 

Venti i film in concorso, 4 i premi e 15 pellicole fuori concorso. Sono i numeri dell’edizione 2017 del festival che, oltre che a Bologna, sbarca anche a Firenze, ospite del Festival dei popoli. L’inaugurazione è in programma il 13 ottobre alle 18 nel cortile del Lumiére dove sarà proiettato il trailer della webserie sulle migrazioni prodotta dal progetto Amitié Code, di cui il Comune di Bologna è capofila e Gvc partner. A seguire la proiezione di “Astral”, documentario di produzione catalana in prima visione in Italia, su un gruppo di soccorritori che, nel Mediterraneo, è riuscito a portare in salvo migliaia di migranti in pochi mesi, con pochi mezzi e molta forza di volontà. A presentarlo il capitano della nave che dà il nome al film, il cagliaritano Michele Angioni. Sabato 14 e domenica 15 ottobre, l’attenzione del pubblico viene dirottata su diritti negati, violenze ambientali e sociali. Si parte con un focus dedicato alla Siria con 2 film: “Siria. La rivoluzione confiscata” di Paul Moreira che racconta sei anni di guerra attraverso le voci dei rivoluzionari pacifici passati alle armi e poi costretti all’esilio dopo l’intervento di Al Qaeda e Daesh, vedendo confiscata la rivoluzione che speravano per il loro Paese, e “The envoy – Inside Syria Peace Negotiations” di Anne Poiret che racconta l’operato di Staffan de Mistura, inviato speciale dell’Onu in Siria, nel suo tentativo di spingere le Nazioni Unite a fermare i bombardamenti sostenuti dalla Russia. 

Tante le voci femminili presenti nei film in concorso: le madri rifugiate nei campi profughi in Libano di “The mother refugees” di Dima Al-Joundi, prodotto da Al Jazeera, la voce di Soukeina che racconta la maternità rubata durante i 12 anni come “desaparecida” in una delle carceri illegali marocchine riservate al popolo saharawi in “Soukeina, 4.400 dias de noche” di Laura Sipan Bravo, la storia di Hadijadatou, venduta come schiava bambina in Niger e prima donna a fare causa al suo Paese e vincere in “Free Hadijadatou vs the State” di Lala Gomà e Rosa Cornet, le adolescenti di “Blooms in the concrete” delle francesi Karine Morales e Caroline Péricard che conducono una battaglia pacifica attraverso la street art e hanno scelto la strada come palcoscenico per riconquistare uno spazio che in Tunisia è in gran parte occupato dagli uomini. 

Il festival si aprirà il 12 ottobre alle 16.30 (Palazzo Hercolani) con l’incontro “Media&Migrations3. Un mare di parole, la rappresentazione mediatica dei salvataggi in mare” in cui saranno presenti i portavoce di Medici senza frontiere, ProActiva Open Arms e Sos Mediterranée che racconteranno come hanno gestito la tempesta mediatica e come questa ha influenzato il loro lavoro e la narrazione di quello che fanno nel Mediterraneo. “Mai come in questo periodo burrascoso per le ong, e in generale per chi si dedica agli aiuti umanitari contro cui è stato gettato un j’accuse pubblico, c’è bisogno di sovrastare il chiasso di polemiche montate ad arte per coprire le voci ingombranti di chi è sempre più sfruttato e i cui diritti vengono calpestati nel mondo, Italia inclusa – continua Piccinelli – Per questo abbiamo voluto riproporre l’incontro fra gli attori protagonisti di questa battaglia informativa che, da mesi si sta svolgendo sui media italiani, cercando di fornire spunti e strumenti per una discussione costruttiva su una tematica molto complessa”. 

In questa edizione del festival raddoppiano anche i premi (che saranno consegnati il 15 ottobre): al Premio Lo Porto e al Premio Benedetto Senni si aggiungono, infatti, il Premio “Voci di donne invisibili” offerto da Coop Alleanza 3.0 per i film dedicati ai diritti negati delle donne nel mondo, e il Premio “Storie di giovani invisibili” sponsorizzato da Emilbanca dedicato ai documentari che trattano i temi di infanzia e gioventù. (lp)

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