15 gennaio 2015 ore: 10:54
Giustizia

Vola il business delle agromafie (+10%): affari per 15,4 miliardi

Rapporto Agromafie di Coldiretti, Eurispes, e Osservatorio sulla criminalità. Produzione, distribuzione, vendita sempre più penetrate e condizionate dal potere criminale, esercitato attraverso finanza, intrecci societari, conquista di marchi prestigiosi e l'orientamento delle attivita' di ricerca scientifica
Agromafie. Esteso campo coltivato

Roma - In controtendenza alla fase di recessione dell'economia italiana vola il business dell'agromafia che con un aumento del 10 per cento in un anno raggiunge i 15,4 miliardi di euro nel 2014. E' quanto emerge dal terzo Rapporto Agromafie elaborato da Coldiretti, Eurispes, e Osservatorio sulla criminalita' nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare. Produzione, distribuzione, vendita sono sempre piu' penetrate e condizionate dal potere criminale, esercitato ormai in forme raffinate attraverso la finanza, gli incroci e gli intrecci societari, la conquista di marchi prestigiosi, il condizionamento del mercato, l'imposizione degli stessi modelli di consumo e l'orientamento delle attivita' di ricerca scientifica. Non vi sono zone "franche" rispetto a tali fenomeni.

- Mentre e' certo che le Mafie continuano ad agire sui territori d'origine, perche' e' attraverso il controllo del territorio che si producono ricchezza, alleanze, consenso: specialmente nel Mezzogiorno, costretto ad aggiungere alla tradizionale poverta' gli effetti di una crisi economica pesante e profonda, aggravata dalla "vampirizzazione" delle risorse sistematicamente operata dai poteri illegali. L'incremento - sottolineano Coldiretti, Eurispes ed Osservatorio sulla criminalita' nell'agroalimentare - e' stato determinato da diversi fattori tra i quali questi alcuni non prevedibili, come quelli climatici, che hanno colpito pesantemente la produzione, non piu' in grado di soddisfare la domanda, cio' che apre le porte a fenomeni di ulteriore falsificazione e sfruttamento illegale dei nostri brand; altri, dovuti alle restrizioni nell'erogazione del credito alle imprese che hanno portato o alla chiusura di numerosissime aziende o alla necessita' per molti imprenditori di approvvigionarsi finanziariamente mediante il ricorso ad operatori non istituzionali.

"Attraverso meccanismi di 'money dirtying', almeno un miliardo e mezzo di euro transitano sotto forma di investimento dall''economia sana a quella illegale ovvero circa 120 milioni di euro al mese, 4 milioni di euro al giorno". Il rapporto evidenzia "un'ulteriore e ancora piu' pericolosa evoluzione del fenomeno criminale con il money dirtying che e' esattamente speculare al riciclaggio nel quale i capitali sporchi affluiscono nell'economia sana; per contro, nel money dirtying sono i capitali puliti ad indirizzarsi verso l'economia sporca". Il settore agroalimentare, "che ha dimostrato in questi anni non solo di poter resistere alla crisi ma di poter crescere e rafforzarsi anche in un quadro congiunturale complessivamente difficile, e'' diventato - di conseguenza - ancor piu'' appetibile sul piano dell''investimento 'non ortodosso'". (DIRE)

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