23 agosto 2013 ore: 12:00
Disabilità

Vuoi sposarti? Offresi moglie asiatica per uomo in sedia a ruote

Matrimonio asiatico: una cooperativa sociale partenopea organizza unioni “stabili e durature” tra uomini disabili e donne filippine. “Che sapranno amarti e prendersi cura di te”, promettono i promotori dell’iniziativa
Spose asiatiche

ROMA –  I primi quattro matrimoni si sono svolti tra il 25 e il 30 luglio a Manila e a Cebu, rispettivamente la capitale e una delle città più grandi delle Filippine. Quattro donne del luogo hanno sposato altrettanti uomini italiani, andati sul posto con lo scopo esplicito di incontrarle, conoscerle e sposarle. Così, dopo una piccola cerimonia con rinfresco, se ne sono tornati a casa con un nuovo stato civile e una nuova moglie al seguito. Due di questi uomini sono disabili: il primo ha 48 anni, è cieco e vive in provincia di Caserta, l’altro, in sedia a ruote, è anche lui over 40 e arriva da Napoli.

Galeotto delle novelle unioni “Matrimonio asiatico”, un’iniziativa della cooperativa sociale partenopea Iside rivolta a tutti quegli uomini soli, delusi sentimentalmente e desiderosi di sposarsi o risposarsi. Il servizio promette una famiglia felice, abbinando il matrimonio a un viaggio in un Paese esotico dove il futuro sposo avrà la possibilità di incontrare “una donna per la quale il centro della vita è rappresentato dal proprio marito, che ti amerà di un amore totalizzante, ti riempirà di mille premure e il cui unico ideale è quello di creare una stabile e felice famiglia”, si legge nel sito appositamente creato (www.matrimonioasiatico.it).

Su un banner in evidenza su Diversamenteagibile.it, sito dedicato all’accessibilità di strutture e attrazioni turistiche, il messaggio è anche più esplicito: "Vuoi sposarti? – si legge a corredo di una foto che ritrae una signora filippina e un uomo in sedia a ruote – ti assistiamo fino al matrimonio con donne asiatiche che sapranno amarti e prendersi cura di te”. “Il servizio è nato lo scorso marzo – spiega Carlo Niro, sociologo, già operatore sociale per conto di diverse cooperative sociali che operano nel campo della disabilità e oggi promotore di Matrimonio asiatico, nonché responsabile servizio clienti –. Pur senza troppa pubblicità, e a parte i quattro matrimoni già andati in porto, abbiamo all’attivo già una ventina di richieste, la metà delle quali da parte di persone seriamente interessate. A breve organizzeremo un altro viaggio”. L’idea, spiega Niro, è nata proprio dal suo lavoro di operatore sociale: “Lavorando, ho avuto modo di toccare con mano il desiderio di affettività e la frustrazione di non trovare una compagna presente in molti uomini con disabilità”. Da qui la realizzazione di un servizio che offra la possibilità di crearsi una famiglia a prezzi accessibili: “Tolto il viaggio e i costi vivi, la spesa ammonta a soli 500 euro, che costituiscono anche il guadagno per la cooperativa, la quale si impegna a garantire l’intero servizio dall’inizio alla fine”. Un’impresa, dunque, che per funzionare ha bisogno di grandi numeri. Un punto, quest’ultimo, su cui i promotori ripongono forti speranze: “Abbiamo cominciato a contattare alcune associazioni di Napoli, che hanno già mostrato un interesse di massima – confida il responsabile –. Per il resto vedremo dopo l’estate”.

Nel frattempo il sito del progetto dispensa grandi promesse, a cominciare dall’affidabilità della selezione e dalla serietà delle donne coinvolte. “Non ci crederete – dice Niro – ma per loro la molla principale non è quella economica. Sono persone che vogliono dare e ricevere amore. Hanno valori molto profondi e la disabilità non le spaventa: se il futuro marito ha bisogno di cure per loro non è un problema”. Intanto gli interessati possono vedere le foto delle donne sul sito dell’associazione: Jemalyn, Princess, Michelle sono solo alcune delle ragazze tra i 24 e i 32 anni, residenti nelle Filippine e in alcuni casi nei Paesi arabi, che Matrimonio asiatico ha selezionato con l’aiuto di un’agenzia locale. Tutte di garantita moralità e assoluta genuinità di valori, assicurano i promotori dell’iniziativa. E tutte pronte a seguire in Italia l’uomo che deciderà di sposarle. (antonella patete)

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