14 luglio 2017 ore: 15:46
Welfare

Welfare, bando per incentivare i giovani al volontariato in favore di poveri ed emarginati

La Regione Emilia-Romagna ha aperto un bando da 600 mila euro rivolto alle associazioni di volontariato e di promozione sociale per coinvolgere i ragazzi nelle attività di aiuto ai poveri. Gualmini (vice presidente): “Chi presta il proprio tempo per la cura degli altri ha il nostro incoraggiamento”

BOLOGNA - Coinvolgere i giovani nelle attività di aiuto in favore di poveri e persone in stato di emarginazione. È l’obiettivo del bando aperto dalla Regione Emilia-Romagna rivolto alle associazioni di volontariato e di promozione sociale (queste ultime a rilevanza regionale) iscritte negli appositi registri. Finanziato con 600 mila euro, il bando (contenuto nel Piano per gli interventi economici destinati al sostegno e alla qualificazione delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale di rilevanza regionale approvato dalla Giunta nei giorni scorsi) è valido per il biennio 2017/2018. “Contribuire alla progettazione e alle attività del volontariato e dell’associazionismo è un obiettivo importante in una regione in cui il welfare comprende non solo le istituzioni pubbliche, ma anche i tantissimi volontari che offrono disponibilità e impegno – ha detto Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna con delega a Welfare e Politiche abitative – Chi presta gratuitamente il proprio tempo libero per la cura e il benessere degli altri ha tutto il nostro incoraggiamento e la nostra gratitudine”. C’è tempo fino al 9 agosto per presentare domanda.

Parte delle risorse, 112 mila euro, andranno a finanziare 9 progettti (uno per ambito provinciale) che vedono i giovani protagonisti delle attività di sostegno concreto alle persone più disagiate: in passato sono state sostenute le iniziative di distribuzione di pasti e indumenti, la gestione dei dormitori per i senza dimora, la raccolta e la consegna del cibo in eccesso alle famiglie in difficoltà economica. I restanti 486 mila euro sono destinati alla sperimentazione di interventi (presentati dalle associazioni a rilevanza regionali e gestiti in rete) per qualificare e supportare l’organizzazione delle associazioni di promozione sociale più piccole, che quindi possono aver bisogno di formazione e consulenza.

Sono oltre 7 mila le realtà del Terzo settore in regione: 3.993 associazioni di promozione sociale, 3 mila organizzazioni di volontariato, 729 cooperative sociali. Sono molteplici i settori in cui sono attive: sociale in cui prevalgono l’assistenza ad anziani e famiglie, ricreativo (in particolare, di sostegno ai disabili), recupero sociale e lavorativo delle persone detenute, aiuto alle persone povere e senza dimora (mense e ricoveri), supporto legale e psicologico alle donne vittime di violenza domestica. In ambito sanitario, le attività più diffuse riguardano la donazione di sangue e l’emergenza sanitaria (pronto soccorso). I giovani preferiscono le attività nei settori culturale e ambientale. (lp)

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