11 marzo 2021 ore: 12:13
Non profit

Padova, il non profit cresce nell’anno della pandemia

Nella Capitale europea del volontariato 2020, la pandemia non ha intralciato la crescita del numero di organizzazioni di terzo settore e di volontariato. Nel 2020 oltre 6,5 mila le realtà attive nel padovano. Emanuele Alecci, presidente del Csv di Padova e Rovigo: “Nell’anno del lockdown, il valore economico e sociale del volontariato inestimabilmente prezioso per il territorio”
csv padova e rovigo
PADOVA - Il terzo settore padovano è in buona salute ed ha retto alle ripercussioni del Covid-19. Nel 2020, infatti, il numero delle organizzazioni non profit censite sul territorio è cresciuto di oltre cento realtà rispetto al 2019. È quanto emerge rapporto annuale sulle organizzazioni di terzo settore e il volontariato padovano realizzato dal Centro di servizio per il volontariato di Padova e Rovigo presentato oggi durante la conferenza stampa tenutasi a Padova. Il rapporto, dal titolo “Azioni, volti e sogni del volontariato padovano”, oltre a presentare i dati sul mondo del volontariato e del terzo settore della provincia offre un focus sulla forza economica e sulla risposta del volontariato ai tempi del Covid-19. Il report è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Padova e il Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell'Università di Padova. 
 
“Considerate le difficoltà che le associazioni hanno dovuto affrontare nel corso del 2020 - si legge nel report -, ci si aspetterebbe che il numero complessivo delle realtà presenti nella provincia di Padova avesse subito, se non un calo, quanto meno un arresto, giustificato da mesi di lockdown, dall’impossibilità di accedere a servizi di consulenza e dalle complicazioni dettate dagli eventi che hanno reso quasi impossibile interfacciarsi con gli uffici pubblici. Nonostante tutto ciò il mondo del terzo settore, ancora una volta, ha mostrato di essere in grado di fronteggiare anche i “tempi bui” con una capacità di resilienza sinonimo della forza e della vitalità che lo contraddistingue”. 
 
alecci rapporto 2020I dati, infatti, parlano chiaro: nonostante la pandemia, il mondo del non profit padovano è cresciuto. Le organizzazioni censite sono 6.570 con un aumento di 104 unità rispetto al 2019, con una crescita più evidente nel comune di Padova (+51) e nei comuni di Abano Terme (+18) e Camposampiero (+18). Secondo il rapporto, la città di Padova - che nel 2020 è stata Capitale europea del volontariato - risulta avere un’organizzazione non profit ogni 100 abitanti, mentre nella provincia risulta una presenza di 0,7 organizzazioni ogni 100 abitanti costante negli ultimi anni. 
 
“I numeri ci confermano non solo che ci troviamo di fronte ad un mondo in espansione - spiega Emanuele Alecci, presidente del Csv di Padova e Rovigo -, ma che anche nell’anno del cosiddetto lockdown il valore economico sociale del volontariato è continuato ad essere inestimabilmente prezioso per tutto il nostro territorio. Tutto ciò anche grazie al grande lavoro che con caparbietà si è realizzato attraverso il  riconoscimento di Padova Capitale Europea del Volontariato. Gli effetti di questo lavoro lo riscontreremo per ancora molti anni. Sarà una grande sfida per tutti e specialmente per la pubblica amministrazione che dovrà non solo fidarsi di più del nostro volontariato ma dovrà aprirsi a forme di collaborazione e coprogettualità mai sperimentate”.
 
In linea con i dati degli anni precedenti, anche nel 2020 le associazioni con maggiore presenza si confermano quelle operanti in ambito culturale, ambientale e quelle sportive, che insieme rappresentano più della metà del totale delle organizzazioni, spiega il rapporto. Molto presenti, anche le associazioni del sociale e del socio-sanitario, settori quasi esclusivamente appannaggio delle organizzazioni di volontariato. Analizzando i bilanci delle associazioni padovane, nel 2020 la suddivisione tra piccole (con entrate annuali inferiori a 30 mila euro), medie (con entrate tra i 30 e i 100 mila euro) e grandi associazioni (con entrate superiori a 100 mila euro) rimane pressoché invariata rispetto all’anno precedente. Le piccole associazioni coprono i tre quarti del totale (74%), con un lieve decremento (-2%) a favore delle altre due categorie, che coprono, rispettivamente il 15% e l’11%. Si riconferma, inoltre, l’eccezione del comune di Padova dove le associazioni di grandi dimensioni superano quelle medie, così come avveniva negli anni precedenti. Provincia di Padova che si conferma ancora una volta prima in Veneto per il 5x1000, con una media ad associazione di 8.298 euro di entrate all'anno grazie alle scelte dei contribuenti.
 
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